<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105</id><updated>2011-11-13T04:53:48.149-08:00</updated><title type='text'>Antonietta Potente's Blog</title><subtitle type='html'>Blog di Antonietta Potente</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>32</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-8369555134693822413</id><published>2011-05-16T03:44:00.000-07:00</published><updated>2011-05-16T04:01:24.884-07:00</updated><title type='text'>L’acqua: lei sì ha memoria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-6YC5I550tKk/TdEBCbCc8YI/AAAAAAAAANU/jvBTNWsxwHQ/s1600/IMG_3001.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-6YC5I550tKk/TdEBCbCc8YI/AAAAAAAAANU/jvBTNWsxwHQ/s200/IMG_3001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607264152182387074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="spip"  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;font-size:100%;" &gt;Ho scritto e parlato diverse volte di Lei e molte scelte, molti gesti, molte prese di posizione, li ho sempre fatti in memoria di Lei: l’Acqua. In questi giorni in cui anche in Italia, il suo nome risuona in molti fori sociali e politici, sento che tutto ciò che facciamo non è solo “in memoria di Lei”, ma intuisco, anche se molto sommariamente, per non essere un’addetta nell’ambito della scienza e della medicina, che Lei, l’Acqua, ha una sua memoria. Senza entrare in complicate discussioni su questo tema esaltato dall’omeopatia o ignorato e criticato dalla farmacologia chimica e dalla medicina classica, raccolgo alcuni spunti e li propongo come riflessione in questo teatro di dibattito sociale e politico, ormai aperto da anni. L’acqua, così libera interiormente da far sì che le sue molecole possano assumere varie forme che ispirano, ogni volta, la costruzione di strutture sempre diverse, ma che ogni volta può anche tornare ad essere se stessa ma comunque portando con sé, la memoria dell’elemento con cui ha avuto un contatto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="spip"  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:100%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="spip"  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;font-size:100%;" &gt;E’ attorno a Lei che, ancora una volta, si riuniscono tante persone; marce, scioperi della fame o giornate di digiuno, come per esempio quella del prossimo 9 di giugno, in Piazza San Pietro, convocato da sacerdoti e suore ma aperto, come ogni appello per l’Acqua, a tutti: credenti e non credenti (Cfr. l’ iniziativa “&lt;a href="http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10826&amp;amp;IdModule=1" target="_blank"&gt;Religiosi a pane e acqua&lt;/a&gt;” su facebook). Per Lei, &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;raccolte di firme, seminari di studi o, addirittura “facoltà”, cioè spazi di studio in memoria di Lei. Ma non siamo solo noi che facciamo memoria di Lei, perché Lei, appunto, ha una memoria e ciò significa che il suo contributo è ancora più grande, non solo scientificamente, biologicamente, ma anche socialmente e politicamente, molto più grande di quanto pensiamo. In tutte queste iniziative l’Acqua non è solo l’oggetto della nostra attenzione, dei nostri più o meno eroici gesti; l’Acqua è presente, contribuisce, “ricorda” alla nostra memoria, tutti i compagni di viaggio che senza saperlo, senza essere ufficialmente parte di strategie politiche, ogni giorno soffrono con lei, per la sua assenza, la sua negazione o il suo assurdo sfruttamento.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="spip"  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:100%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="spip"  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-kS-bXSu_Kfw/TdEBZTeH-hI/AAAAAAAAANc/T9mLcjXWM58/s1600/DSCF2680.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-kS-bXSu_Kfw/TdEBZTeH-hI/AAAAAAAAANc/T9mLcjXWM58/s200/DSCF2680.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607264545287961106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;font-size:100%;" &gt;Facendo memoria di Lei che non appartiene a nessuno, né ai governi, né ai privati; Lei stessa sarà presente in tutte queste manifestazioni e iniziative, e con Lei saranno presenti tutti coloro che Lei e solo Lei, porta con sé, nella sua memoria: saranno presenti i morti, i perseguitati, i “gassificati” e feriti del lungo aprile del 2000 in Cochabamba, denominato aprile della Guerra dell’Acqua. Saranno presenti i popoli che hanno subito e continuano a subire i bombardamenti che fanno saltare chilometri di acquedotti nelle città bombardate; saranno presenti gli 80 morti del distretto di Aden Yabal a nord-est di Mogadiscio e gli oltre 2,4 milioni di Somali senza cibo. Ci saranno gli 8 milioni di persone che ogni anno muoiono per sete o per malattie relative alla scarsità o alla cattiva distribuzione dell’aqua; saranno presenti i pesci, le alghe, i microrganismi dei mari contaminati dai nostri rifiuti tossici o dei ghiacciai.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="spip"  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; font-family: arial;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:100%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: arial;font-size:100%;" &gt;Con Lei non vinceremo solo un referendum, ma ci impegneremo a cambiare vita, a “camminare fluidi”, in altro modo. Ripenseremo una politica insieme a tutti coloro dei quali l’Acqua ha memoria, perché la sete fisica rivendica altri stili di vita, certamente meno complicati ma più essenziali e responsabili, meno arroganti nei confronti di tutti e di tutto ciò che la vita ci ha dato, ma anche di quello che abbiamo inventato e che, oggi come oggi, è nostro dovere prenderce cura. Lei e la sua instancabile memoria ci aiuterà ancora a sospingere ispirazioni e idee nelle nuove generazioni e creatività come Lei è creativa. In Cochabamba, 11 anni fa, per Lei tremò un governo…chissà, forse ci sono dei gesti di cui Lei conserva memoria e, magari, ci aiuterà ad essere così liberi da denunciare ogni abuso e falsità. Noi, comunque e sempre un po’ malati di “proprietà privata” che, anche quando difendiamo l’Acqua, ci sentiamo i suoi unici tutori. Ma Lei ci insegnerà a cercarla, a usarla gratuitamente, con responsabilità, a farla circolare come deve circolare ogni piccola molecola di questo complesso universo; lei ci insegnerà a conoscerla e a conoscerci tra di noi, ma anche a restituirla là dove l’abbiamo rubata o la stiamo rubando.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-8369555134693822413?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/8369555134693822413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=8369555134693822413' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/8369555134693822413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/8369555134693822413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2011/05/lacqua-lei-si-ha-memoria_16.html' title='L’acqua: lei sì ha memoria'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-6YC5I550tKk/TdEBCbCc8YI/AAAAAAAAANU/jvBTNWsxwHQ/s72-c/IMG_3001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-3761727738334080206</id><published>2011-05-16T03:25:00.000-07:00</published><updated>2011-05-16T03:44:27.144-07:00</updated><title type='text'>Un sobrio annuncio: in memoria di una compagna di viaggio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Non sono molto abile nel ricordarmi date e ricorrenze, né di compleanni né di anniversari vari. Ma tra pochi mesi, si avvicina il giorno in cui una mia cara amica ha esteso le sue bellissime traiettorie esistenziali ed è entrata in altre dimensioni. E a quasi un anno dalla sua morte, mentre ritorna l’estate, che oltre tutto a lei piaceva tanto, ricordo Elda. Elda Pifferi: nata ad Arcidosso nell’estesa ombra dell’Amiata e vissuta quasi tutta la sua vita a Firenze. Amica per tanti; amica senza età e senza appartenenze ideologiche. Amica amante dei processi di liberazione dei popoli ma anche di singole persone. Amante del Nicaragua e un po’ delusa, dopo tanti anni, dall’oblio del sogno che aveva liberato la rivoluzione culturale e sociale di quel paese, così come quella anteriore di Cuba. Amica dell’arte e degli artisti. Viaggiatrice rispettosa e attenta; gracile nel suo aspetto, ma molto tenace nelle sue piccole e grandi rivendicazioni. A lei oggi, con altre amiche che l’hanno appena conosciuta negli ultimi anni, ma con la gioia di tante altre persone che, invece, hanno condiviso con lei, tanto del suo tempo e dei suoi spazi, nella casa in via dello Sprone a Firenze. Spazi sempre aperti, tra libri, musica, oggetti antichi e di popolazioni di altri continenti, fotografie e quadri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="spip"  style="margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; font-family: verdana;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-MAJ6WDyf4Ws/TdD_FjbTwII/AAAAAAAAANM/5bVkx4KlirA/s1600/nuovologoAnterlux.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-MAJ6WDyf4Ws/TdD_FjbTwII/AAAAAAAAANM/5bVkx4KlirA/s200/nuovologoAnterlux.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607262006950477954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A lei e a tutta la sua energia di vita, oggi, una Associazione che lei ha appena visto nascere, vuole dedicare i suoi sogni, i suoi gesti politici e le sue ricerche. Così, ANT.ER.LUX, associazione interculturale di cui faccio parte come promotrice culturale, oggi associa Elda Pifferi a tutto il suo itinerario, sentendosi anche responsabile delle intuizioni e dei progetti che, questa persona, seppe portare avanti, solidarizzando sempre con tutti i precursori di piccole e grandi liberazioni, nell’informalità più assoluta, ma nel rispetto e nella libertà più grandi. Così, da ora in poi, come già annunciato in altre occasioni il nuovo nome dell’associazione sarà: “ANT.ER.LUX. con ELDA PIFFERI.” Di per sé, non si tratta solo dell’aggiunta di un nome ma della volontà di assumere quei criteri di lettura della vita, della storia, quelle visioni critiche e quella acuta intelligenza e vasta cultura che questa donna, Elda Pifferi, ha condiviso con tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Solidarietà e complicità con processi di autodeterminazione dei popoli, di ogni continente e geografia; dialogo interdisciplinare libero, mistico e politico insieme. Appoggio a sforzi di liberazione e di dignità, individuali e comunitari, sintonia tra etica e bellezza, tutto ciò che Elda Pifferi ha portato avanti non per dovere o per cause ideologiche o religiose, ma per una grande e bella passione verso la vita. Tutti coloro che hanno conosciuto Elda Pifferi, possono condividere le loro idee e loro intuizioni contattandoci, sia in questo sito che in quello dell’Associazione. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-3761727738334080206?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/3761727738334080206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=3761727738334080206' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/3761727738334080206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/3761727738334080206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2011/05/un-sobrio-annuncio-in-memoria-di-una.html' title='Un sobrio annuncio: in memoria di una compagna di viaggio'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-MAJ6WDyf4Ws/TdD_FjbTwII/AAAAAAAAANM/5bVkx4KlirA/s72-c/nuovologoAnterlux.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-1553618408174071730</id><published>2011-04-19T05:20:00.000-07:00</published><updated>2011-04-19T05:28:42.551-07:00</updated><title type='text'>Il futuro non è fissato ….infatti siamo andati avanti ….grazie a tutte e tutti .</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p  style="font-family: arial; text-align: justify;font-family:arial;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sabato 16 Aprile in un oasi ambientale e in un clima&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes;font-size:100%;" &gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;di scambi collaborativi si sono fatte delle &lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;considerazioni sulla vita e noi stessi&lt;/i&gt; miscelando come veri alchimisti etica e scienza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="font-family: arial; text-align: justify;font-family:arial;" class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p face="arial" style="font-family: arial; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nella vita di ciascuno di noi ci sono tanti laboratori di ricerca esistenziale; interiori ed esteriori; mentali, virtuali o reali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="font-family: arial; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sabato ne abbiamo tradotto, in realtà esistenziale, uno molto particolare, almeno per me, ma credo anche per tutte le persone che erano presenti. Un vero e proprio laboratorio di ricerca, in cui ciascuno ha messo a disposizione le sue sconoscenze ed inquietudini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="font-family: arial; text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Questo percorso è stato preparato da ANT.ER.LUX che, adesso, seguendo la genesi della sua creatività, si fa complice con il sogno di una cara amica, Elda Pifferi. Ancora a meno di un anno dalla sua scomparsa, quando l’estensione delle sue dimensioni l’ha resa invisibile ai nostri occhi, la sentiamo particolarmente vicina e con lei vogliamo portare avanti le sue intuizioni e i suoi progetti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="font-family: arial; text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ANT.ER.LUX con Elda  Pifferi&lt;/i&gt;, è dunque il nostro nuovo nome. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="font-family: arial; text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E’ partendo da questa bella prova di laboratorio esistenziale avvenuta sabato scorso, che vorrei ringraziare tutte e tutti coloro che hanno appoggiato questo tentativo e, in particolare, chi ha ispirato e anche guidato questo nuovo esperimento. Un grazie a Claudio Rossi; Silvia Martini e Agnese Magnani, Docenti Ricercatori dell’Università di Siena nel Dipartimento Farmaco Chimico Tecnologico che, insieme a Ersilia Ferrini e Luana Ghiandai, con tutta la loro Comunità Scientifica, da tempo hanno tessuto e concretizzato questa complessa trama. Grazie anche a chi, dietro le quinte, ha reso la giornata accogliente: i proprietari dell’Agriturismo che ci ha ospitati e soprattutto Federico Ferrini disponibile e premuroso e, Corrado Benini, che ci ha permesso di riprendere le forze alla fine della mattinata, preparandoci il pranzo. Sono cosciente però, che questi ringraziamenti non seguono nessuna gerarchia di ruoli o contributi dati; infatti, sabato, siamo stati tutti molto partecipi e quindi dovremmo ringraziarci reciprocamente, uno ad uno. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;font-family:arial;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Complessità, indeterminazione; sistemi vicini o lontani dall’equilibrio; staticità e stabilità; etica, estetica; bontà e bellezza, plasticità e rigidità, inclusione ed esclusione, chiusura e apertura; sogni e desideri, Dio e biodiversità cosmica. Sappiamo che questi due elementi scienza ed etica, lungo la storia, dopo essere stati tenuti lontani, in molti ambiti si sono cercati di riavvicinare. Noi non abbiamo voluto farlo in un modo formale, in nome di teorie e dottrine da difendere, ma attraverso timide e allo stesso tempo audaci riflessioni, sempre in quel gioco sottile che a me piace chiamare mistico-politico. In questo caso, l’etica, non è lo strumento di controllo della scienza, ma l’humus esistenziale che alimenta ogni ricerca umana e cosmica. Non principi teorici, ma complessi e indeterminati principi di vita. Il nostro è stato un approccio un pò alchimista, di chi cerca di raccogliere i dettagli più diversi, in una caleidoscopica visione. In questo clima ho anche consegnato quello che chiamerei un contributo scritto: il mio ultimo libro, in cui la casa è divenuta il laboratorio dell’etica… &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;font-family:arial;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Cosa è avvenuto sabato? Chi c’era lo potrà raccontare; vorrei solo ricordare che, secondo la tradizione cristiana e sapienzale, mentre si compie uno sforzo per percorrere la vita, c’è sempre un margine che resta affidato allo Spirito, che per me è la frattalità più bella del Mistero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Colgo anche l’occasione per ribadire che &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;ANT.ER.LUX con Elda  Pifferi&lt;/i&gt; vuole essere uno spazio associativo di ricerca culturale, non vogliamo infatti, assumere i lineamenti di una associazione assistenziale, ma di uno spazio dove è restituita o è data a tutti la possibilità di ricercare. In molti casi, certamente, per alcune persone e alcuni popoli si tratta di una ricerca di vera e propria sopravvivenza e dignità, che si unisce a quella di chi vuole conoscere sempre più in profondità i sottili e complessi meccanismi della vita, della storia, delle cose, della natura ecc… A noi questi sembrano processi di dignità bellissimi e quindi continueremo a provarci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-1553618408174071730?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/1553618408174071730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=1553618408174071730' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1553618408174071730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1553618408174071730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2011/04/il-futuro-non-e-fissato-infatti-siamo.html' title='Il futuro non è fissato ….infatti siamo andati avanti ….grazie a tutte e tutti .'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-4684687827639708410</id><published>2011-03-22T01:19:00.000-07:00</published><updated>2011-03-22T02:46:56.904-07:00</updated><title type='text'>ANCORA NO A QUESTA NUOVA GUERRA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-XlySP9ChDYg/TYhuY-FcLRI/AAAAAAAAAMM/ngQKCkyFyAo/s1600/petrolio21.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 296px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586836713014832402" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-XlySP9ChDYg/TYhuY-FcLRI/AAAAAAAAAMM/ngQKCkyFyAo/s320/petrolio21.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ccccff;"&gt;Sono in Italia, mentre per il Popolo Libico e la sua terra, non c'è più alba e questo perché non c'è più la quiete della notte con i suoi più segreti diritti, anche quello di sognare. Ogni parola mi sembra retorica e forse l'unica cosa che dovremmo ribadire è, per l'ennesima volta, il rifiuto totale, di questo nuovo assurdo abuso internazionale su un popolo. Sì, perché si tratta di un abuso su un popolo e la sua terra, le sue risorse naturali che in realtà sono quelle che interessano di più a chi considera ogni rapporto, una relazione di mercato e di potere. Ma questo no, questo rifiuto invece, in alcuni casi non c'è proprio stato e in altri, forse, è troppo debole e incerto. E' scandaloso come coloro che, nel nostro governo, si dichiaravano i promulgatori di politiche di pace, ora mai non solo stanno "nell'ombra" lunga di un governo che sembra non finire mai, ma addirittura sono sprofondati nel buio totale e con solennità confondono la solidarietà verso un popolo con un intervento violento e senza senso. Questo silenzio-consenso, è triste e provoca un sensazione di grande indignazione e vergogna; in altri paesi queste decisioni sulle nostre teste sarebbero motivazioni propizie per togliere di mezzo queste cariatidi inutili. Ma forse ora è troppo tardi e chi pensava che "Odyssey Dawn" era il gesto di solidarietà con il Popolo Libico, adesso capirà che usare il termine solidarietà in questo modo è una bestemmia e una offesa a tutti coloro che la solidarietà la vivono solo sulla propria pelle e non su quella degli altri. Con molta tristezza, ricordo un proverbio Tuareg: &lt;em&gt;"Si giudicherà te seguendo il colore delle tue tracce"&lt;/em&gt;... &lt;em&gt;&lt;strong&gt;le tracce che stiamo lasciando, ovunque, sono tracce di sangue.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-4684687827639708410?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/4684687827639708410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=4684687827639708410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/4684687827639708410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/4684687827639708410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2011/03/ancora-no-questa-nuova-guerra.html' title='ANCORA NO A QUESTA NUOVA GUERRA'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-XlySP9ChDYg/TYhuY-FcLRI/AAAAAAAAAMM/ngQKCkyFyAo/s72-c/petrolio21.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-8584273709535432397</id><published>2011-03-16T08:37:00.000-07:00</published><updated>2011-03-16T08:46:53.811-07:00</updated><title type='text'>Presentazione del libro "Un bene fragile" Riflessioni sull'etica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8A6Vh59bUjI/TYDbYeoGnII/AAAAAAAAAME/ShRI7QtK8qo/s1600/presentazione.bmp"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 251px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584704751524027522" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-8A6Vh59bUjI/TYDbYeoGnII/AAAAAAAAAME/ShRI7QtK8qo/s320/presentazione.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-eyVbfDr3pzU/TYDZterCcYI/AAAAAAAAAL8/KhN8Ru_aP_Y/s1600/libro%2BAnto.png"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-8584273709535432397?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/8584273709535432397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=8584273709535432397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/8584273709535432397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/8584273709535432397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2011/03/presentazione-del-libro-un-bene-fragile.html' title='Presentazione del libro &quot;Un bene fragile&quot; Riflessioni sull&apos;etica'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-8A6Vh59bUjI/TYDbYeoGnII/AAAAAAAAAME/ShRI7QtK8qo/s72-c/presentazione.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-116203581900864764</id><published>2011-02-09T06:26:00.000-08:00</published><updated>2011-02-09T07:16:54.476-08:00</updated><title type='text'>Un PONTE tra SCIENZA ed ETICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TVKoNhItXHI/AAAAAAAAALY/rf3n5r07yYg/s1600/Immagine1.bmp"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 226px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571700639197387890" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TVKoNhItXHI/AAAAAAAAALY/rf3n5r07yYg/s320/Immagine1.bmp" /&gt;&lt;/a&gt; Per saperne di piu  ed eventualmente iscriverti vai sul sito &lt;a href="http://www.anterlux.com/"&gt;www.anterlux.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-116203581900864764?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/116203581900864764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=116203581900864764' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/116203581900864764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/116203581900864764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2011/02/un-ponte-tra-scienza-ed-etica.html' title='Un PONTE tra SCIENZA ed ETICA'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TVKoNhItXHI/AAAAAAAAALY/rf3n5r07yYg/s72-c/Immagine1.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-5111485850708459352</id><published>2011-01-29T07:37:00.000-08:00</published><updated>2011-01-29T08:08:52.637-08:00</updated><title type='text'>ancora un po' di teologia sul genere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TUQ42ytE9wI/AAAAAAAAALM/k-EzfgdJGcg/s1600/pietr13.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 288px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TUQ42ytE9wI/AAAAAAAAALM/k-EzfgdJGcg/s400/pietr13.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567637553311708930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Riprendo in mano questo strumento che ci permette di comunicare in questo mondo virtuale e riprendo anche i miei inquieti pensieri sull’ opinione del Vescovo di Foligno e questa volta lo faccio con un contributo molto bello che mi è pervenuto da una mia consorella suor Barbara, che mi ha portato a conoscenza di due preziosi scritti. Nel mio ultimo blog dove riportavo le mie  riflessioni su questo strano “caso di difesa” a favore del Premier italiano, da parte di un Vescovo,  scrissi che ero un po’ indignata dal fatto che teologhe e teologi italiani tacessero di fronte a certe affermazioni. In realtà mi sono sbagliata, o meglio, io mi riferivo a chi ufficialmente occupa il ruolo di “teologa o teologo”, magari in qualche università,  dimenticandomi invece che “fare teologia” è molto più eloquente di ogni docenza. Oggi, infatti, sono venuta a conoscenza di queste due “lettere”. La mia affermazione dunque era molto  categorica e non totalmente vera, ma come sempre succede, a volte il nostro immaginario interiore si lascia abbagliare dall’ufficialità dei ruoli, in questo caso dei ruoli teologici, senza riconoscere i movimenti più sottili della luce che comunque si apre uno spazio e ci permette di vedere ancora meglio. E’ per questo che, sul mio blog, vorrei dare spazio a queste due lettere, perché i lettori ascoltino altre donne. Ogni pensiero non è per rivalutare l’istituzione ecclesiale, ma sì, conoscere tutti questi sforzi alternativi che comunque, credenti e non credenti facciamo per vivere e dare opportunità alla vita, di essere una vita degna, sotto tutti gli aspetti e, dato che questo dovrebbe essere la passione e il senso del nostro far teologia,  invito i lettori ad ascoltare queste due lezioni di teologia che, personalmente definirei: &lt;i&gt;“teología de género”&lt;/i&gt;, come diciamo in America Latina.  Il primo scritto ha come titolo: &lt;i&gt;Riflessione sulla dignità della donna alla luce dell’immagine presentata dai mezzi di comunicazione;&lt;/i&gt; è di suor Eugenia  Bonetti (Missionaria della Consolata) responsabile dell’ufficio “Tratte donne e minori” dell’USMI (Unione Superiori Maggiori Italiani). Il secondo, firmato da suor Rita, è  delle suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria, della comunità “Rut” di Caserta. Ambedue sono datate : 27 di gennaio 2011.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;text-indent:-2.0cm"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center;mso-outline-level: 1"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; " &gt;Riflessione sulla dignità della donna&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center;mso-outline-level: 1"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; " &gt;alla luce dell’immagine presentata dai mezzi di comunicazione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center;mso-outline-level: 1"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Roma 27 gennaio 2011&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoTitle" style="margin-top:12.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; font-weight: normal; "&gt;Dal Documento “&lt;i&gt;Ecclesia in Europa”,&lt;/i&gt; emanato il 28 giugno 2003, troviamo questo passaggio a difesa e protezione della dignità della donna:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; font-weight: normal; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;margin-right:1.0cm;margin-bottom: 0cm;margin-left:1.0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;«La Chiesa non manca di alzare la sua voce per denunciare le ingiustizie e le violenze perpetrate contro le donne, in qualsiasi luogo e circostanza avvengano. Essa chiede che siano realmente applicate le leggi che proteggono la donna e siano messe in atto misure efficaci contro l'uso umiliante di immagini femminili nella propaganda commerciale e contro il flagello della prostituzione».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Le costanti notizie di cronaca che in queste ultime settimane si susseguono con spudoratezza sui nostri giornali e nelle trasmissioni televisive e radiofoniche ci sgomentano e ci portano a pensare che siamo ancora molto lontani dal considerare la donna per ciò che è veramente e non semplicemente un oggetto o una merce da usare a piacimento per interessi personali. In molti ci domandiamo il perché di tutte queste notizie mediatiche e soprattutto ci chiediamo che immagine stiamo dando della donna e del suo ruolo nella società e nella famiglia, a prescindere dai fatti di cronaca, dalla veridicità o meno di ciò che ci viene presentato, dal linguaggio usato senza vergogna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Come donne che vivono e operano per una vocazione di amore e servizio alla vita e al rispetto della dignità di ogni essere umano, non possiamo tacere esonerandoci dall’esprimere la nostra preoccupazione ed il nostro sdegno per lo scempio che stiamo facendo della donna e del mancato rispetto della sua sacralità e identità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;In questi ultimi tempi si è cercato di eliminare la prostituzione di strada perché dava fastidio e disturbava i sedicenti benpensanti e abbiamo voluto rinchiuderla in luoghi meno visibili, ma non ci rendiamo conto che una prostituzione del corpo e dell’immagine della donna è diventata ormai parte integrante nei nostri programmi e notizie televisive, alla portata di tutti. Tutto questo purtroppo educa allo sfruttamento, al sopruso, al piacere, al potere, senza alcuna preoccupazione delle dolorose conseguenze sui nostri giovani che vi vedono modelli da imitare. La donna è diventata solo una merce che si può comperare, consumare per poi liberarsene come un oggetto “usa e getta”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;La vita religiosa femminile lungo i secoli e la sua storia ha sempre avuto una’attenzione particolare al mondo femminile salvaguardando, difendendo e promuovendo la sua identità e dignità contro i soprusi e le discriminazioni di tutti i tempi e luoghi, particolarmente in situazioni di emarginazioni e di povertà. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Purtroppo, nonostante l’emancipazione acquisita dalla donna in questi ultimi anni in diversi modi e settori dobbiamo constatare con vergogna che purtroppo ancora oggi, nel 2011 la sua dignità è terribilmente minacciata e calpestata e la sua identità completamente offuscata. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;In questi ultimi vent’anni le religiose hanno conosciuto in modo particolare sulle nostre strade il volto e gli orrori causati dalla tratta di esseri umani, specie di donne e minori per l’umiliante e degradante uso dello sfruttamento sessuale del loro corpo. La maggior parte sono giovani immigrate, usate come fonte di piacere e di guadagno. Molte delle nostre comunità religiose, fedeli ai loro carismi di fondazione, hanno accolto in questi ultimi anni migliaia di queste donne che si ribellavano a questo sfruttamento, offrendo loro protezione, rispetto e possibilità di ricostruire la loro vita distrutta e il loro futuro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quanto impegno e dedizione, amore e gratuità, servizio e solidarietà sono stati offerti a tante donne vittime della tratta e dello sfruttamento senza nessun tornaconto e aiuto finanziario dalle istituzioni, fidandoci esclusivamente della provvidenza. E quante vite salvate e ridonate alle loro famiglie e alla società! Quanta fatica e quanto tempo occorrono per poter guarire le ferite causate dalla violenza e dall’egoismo umano per ricostruire la personalità di una giovane donna vittima di inganni e di soprusi!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;A nome di tutte queste religiose che in varie parti d’Italia ogni giorno con coraggio e dedizione, non curanti dei rischi e della fatica, senza cercare pubblicità, consensi e tornaconto, ma semplicemente guidati dall’amore e dal rispetto vero per la persona, si chinano su queste donne ferite a causa dallo sfruttamento sessuale. Le aiutano a guarire e a scoprire il vero volto dell’amore, ridando loro la voglia di vivere, di crescere e di amare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Voglio terminare questa mia riflessione citando un detto molto saggio e attuale: &lt;i&gt;«Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce».&lt;/i&gt; Ciò è più che mai attuale in questo nostro contesto mediatico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Nonostante il grande chiasso che si sta facendo in questi giorni per un albero che è caduto e che ha sconvolto e confuso molte persone, noi religiose continuiamo silenziosamente ma con determinazione a operare per proteggere la dignità e la sacralità di ogni persona, specie della donna e delle minorenni, vittime di una società del consumo e dell’apparenza, della mancanza di moralità e del vuoto di valori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Il nostro servizio di donne a favore di altre donne - oltre che continuare a essere una forte denuncia fatta non solo a parole bensì attraverso la testimonianza concreta della nostra vita - vuole essere una risposta adeguata a tante giovani, vittime in modi diversi dei nostri modelli di vita, affinché possano crescere e recuperare la dimensione e la gioia di ritornare ad essere protagoniste del loro futuro. Il loro successo vero ed il loro avvenire non possono essere basati sul denaro, sulla carriera o sui privilegi dei potenti, bensì sulle loro capacità umane, sulla loro bellezza interiore e sul loro senso di responsabilità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;E noi donne religiose che operiamo in questo ministero vogliamo continuare ad essere questi alberi che crescono senza far rumore per offrire l’ossigeno che elimina l’inquinamento atmosferico e ricordare a tutti - società e Chiesa, politici e persone comuni, giovani e anziani, uomini e donne - che l’onestà, il rispetto della dignità e identità di ogni persona è il capitale più grande su cui un Paese civile deve saper investire e conservare per noi oggi e per le generazioni future.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Un giorno il nostro operato sarà giudicato non solo da Colui che ci ha creati e al quale dobbiamo rendere conto, ma saremo giudicati anche dalla stessa storia. Grazie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sr. Eugenia Bonetti &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Missionaria della Consolata &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Responsabile ufficio “Tratta donne e minori” - Usmi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;con e per tutte le religiose che operano in Italia per combattere ed eliminare la tratta di donne e minori, specie per sfruttamento sessuale.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Lettera aperta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;Caserta 27 Gennaio 2011&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;Festa di Sant’Angela Merici&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;«Se verrete a conoscere chiaramente che sono in pericolo la salvezza e l’onestà delle figliole, &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;non dovrete per niente consentire, né sopportare, né aver riguardo alcuno, se non potrete provvedere voi,ricorrete alle madri principali  e, senza riguardo alcuno, siate insistenti, anche importune e fastidiose»(Sant’Angela Merici).&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="text-align:center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Da anni, insieme a tre mie consorelle (suore Orsoline del S. Cuore di Maria), sono impegnata in un territorio a dire di molti  “senza speranza”. Un territorio, quello casertano, sempre più in ginocchio per il suo grave degrado ambientale, sociale e culturale, dove anche la piaga dello sfruttamento sessuale, perpetrato a danno di tante giovani donne migranti, è assai presente con i suoi segni di violenza e di vera schiavitù.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Come donna, come consacrata, provocata dal Vangelo di Gesù che parla di liberazione e di speranza, insieme alle mie consorelle, ho scelto di “farmi presenza amica” accanto a queste giovani donne straniere, spesso minorenni, per offrire loro il vino della speranza, il pane della vita e il profumo della dignità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Oggi, osservando il volto di Susan chinarsi e illuminarsi in quello del suo piccolo Francis, scelto e accolto con amore, ripensando alla sua storia - una tra le tante storie accolte, la quale ancora bambina (16 anni) si è trovata sulle nostre strade come merce da comprare, da violare e da usare da parte di tanti uomini italiani - sono stata assalita da un sentimento di profonda vergogna, ma anche di rabbia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ho sentito il bisogno, come donna, come consacrata e come cittadina italiana, di chiedere perdono a Susan per l’indecoroso spettacolo a cui tutti, in questi giorni, stiamo assistendo. E non solo a Susan, ma anche alle tante donne che hanno trovato aiuto e liberazione e alle tante, troppe donne, ancora schiave sulle nostre strade. Ma anche ai numerosi volontari e ai tanti giovani che insieme a noi religiose credono nel valore della persona, in particolare della donna, riconosciuta e rispettata nella sua dignità e libertà. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sono sconcertata nell’assistere come da “ville” del potere alcuni rappresentanti del governo, eletti per cercare e fare unicamente il bene per il nostro Paese, soprattutto in un momento di così grave crisi, offendano, umilino e deturpino l’immagine della donna. Inquieta vedere esercitare un potere  in maniera così sfacciata e arrogante che riduce la donna a merce e dove fiumi di denaro e di promesse intrecciano corpi trasformati in oggetti di godimento. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Di fronte a tale e tanto spettacolo l’indignazione è grande! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Come non andare con la mente all’immagine di un altro “palazzo” del potere, dove circa duemila anni fa al potente di turno, incarnato nel re Erode, il Battista gridò con tutta la sua voce: «Non ti è lecito, non ti è lecito!». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Anch’io oggi, anche a nome di Susan, sento di alzare la mia voce e dire ai nostri potenti, agli Erodi di turno, non ti è lecito! Non ti è lecito offendere e umiliare la “bellezza” della donna; non ti è lecito trasformare le relazioni in merce di scambio, guidate da interessi e denaro; e soprattutto oggi non ti è lecito soffocare il cammino dei giovani nei loro desideri di autenticità, di bellezza, di trasparenza, di onesta. Tutto questo è il tradimento del Vangelo, della vita e della speranza!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ma davanti a questo spettacolo una domanda mi rode dentro: dove sono gli uomini, dove sono i maschi? Poche sono le loro voci, anche dei credenti, che si alzano chiare e forti.  Nei loro silenzi c’è ancora troppa omertà, nascosta compiacenza e forse sottile invidia. Credo che dentro questo mondo maschile, dove le relazioni e i rapporti sono spesso esercitati nel segno del potere, c’è un grande bisogno di liberazione.  &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;E allora grazie a te, Susan, sorella e amica, per aver dato voce alla mia e nostra indignazione, ora posso, come donna consacrata e come cittadina, guardarti negli occhi e insieme al piccolo Francis respirare il profumo della dignità e della libertà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Calibri, sans-serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Sr. Rita e sorelle comunità Rut&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;text-align:justify"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;font-family: &amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent:-2.0cm"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-bidi-font-weight: bold"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-5111485850708459352?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/5111485850708459352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=5111485850708459352' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/5111485850708459352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/5111485850708459352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2011/01/ancora-un-po-di-teologia-sul-genere.html' title='ancora un po&apos; di teologia sul genere'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TUQ42ytE9wI/AAAAAAAAALM/k-EzfgdJGcg/s72-c/pietr13.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-7918869641500871965</id><published>2011-01-27T10:41:00.000-08:00</published><updated>2011-01-28T02:48:49.185-08:00</updated><title type='text'>Chiesa, Berlusconi, ecc.: una questione di genere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TUG_FKV4EII/AAAAAAAAALE/q6vee-xo9Ew/s1600/vescovi_.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 186px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TUG_FKV4EII/AAAAAAAAALE/q6vee-xo9Ew/s320/vescovi_.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566940709803004034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="line-height: 115%; "&gt;Non penso dire nulla di nuovo visto che l’eco che ha suscitato in questi ultimi giorni l’opinione di uno dei vescovi italiani (Mons. Bertoldo) su l' ora mai irrimediabile “caso Berlusconi”, è nota a tutti e,  certamente, ciascuno di noi, avrà già fatto i suoi commenti. Ciò che dirò dunque, non è per amplificare l’eco di una notizia e di idee distorte che si coltivano dentro e fuori della chiesa da secoli, ma si tratta di uno sfogo che nasce da una profonda tristezza. Come è noto vivo in Bolivia e , quasi sempre, vivendo in certi luoghi, si ha la possibilità di filtrare le notizie da altri punti vista, così che molte volte mi giungono notizie che dopo averle lette e aver provato certi sentimenti, metto tranquillamente nel cassetto. Ma questa volta no, mi sembra troppo, mi sembra che si è passato il limite e chi l’ha passato non è solo il Premier italiano, ma un membro della comunità cristiana. Forse qualcuno dirà che si tratta solo del pensiero –non ufficiale- di un membro e questo è vero, ma dato che –per quanto ne so io- essere vescovo significa in qualche modo essere un personaggio pubblico e oltre tutto rappresentante di una comunità cristiana, credo che la dichiarazione manifesta non solo una opinione ma qualcosa di più. In oltre il silenzio che nella chiesa si genera sempre attorno a questi tipi di pensieri ed opinioni, la omertà, il tono evasivo per riuscire a non dire niente e a non pronunciarsi, per non assumere posizione perché altrimenti potrebbe essere “pericoloso”, soprattuto per i sacerdoti; tutto questo ed altro ancora, rende il caso ancora più pubblico e a mio avviso ancora più triste. E anche questa volta la mia attenzione non vuole fermarsi sulla questione Berlusconi, per altro già ampiamente commentata da tutti, ma su qualcosa che come donna credente e oltre tutto suora, mi sembra davvero tristissimo. La or mai famosa affermazione del Vescovo di Foligno, che, se non sbaglio,&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;suona in questo modo: “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; line-height:115%;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family: Arial;mso-fareast-language:IT"&gt;... Berlusconi nel peccato, non offende la regola naturale, segue la natura. Vendola offende sia il peccato che la natura e dunque sta messo molto, ma molto peggio e taccia…”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 115%;"&gt;, indica molto di più di quello che potrebbe essere l’appoggio e dunque la complicità con una politica ora mai nella mano di persone totalmente corrotte,&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%; "&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 115%;"&gt;con tutti i sintomi di un vero e proprio malessere psicologico molto grave, tra frustrazioni e manie di potere, in balia di un egocentrismo psciologico impressionante, sociale e di genere, oltre che economico. La affermazione di Monsignor Bertoldo, a mio avviso, è ancora più triste e immorale, perché mostra l’idea di sessualità e soprattuto di genere che può avere un vescovo oggi. Sono profondamente scandalizzata come donna; come è possibile che un credente oggi giustifichi gli abusi che si fanno sulle donne (&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;perché&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 115%;"&gt; di questo si tratta), giovani e meno giovani, italiane o straniere, solo per difendere un Premier politico? Come è possibile che un credente usi questi criteri di lettura che denigrano il genere femminile oltre a quello definito dal monsignore&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%; "&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 115%;"&gt;come “contro natura”? Definizioni di questo tipo oltre a rimettere in questione la discriminante mentalità della chiesa cattolica ufficiale, mette in rischio l’onestà di tante donne e uomini che esprimono il loro genere con onestà e che non hanno bisogno di case clandestine private o pubbliche per esprimere la loro sessualità che per altro vivono, &lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 115%; "&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 115%;"&gt;in fedeltà alla vita degli altri, coerenti con ciò che hanno scoperto lungo i loro itinerari di fede. Mentre certe affermazioni tipo quella di Monsignor Bertolo, sono affermazioni che mettono in ridicolo le persone e fanno della vita un semplice gioco tra inganno e perversione. Del resto sappiamo che oggi la etica ecclesiale è molto debole su questo e anche se si giustifica dicendo che la colpa è del mondo postmoderno, in realtà nasconde la sua profonda crisi che ora mai la rende visibile al mondo come una istituzione corrotta e ambigua, che solo riesce a nascondere e a giustificare solo coloro che le assicurano qualche privilegio anche se piccolo. Una chiesa che fa queste discriminazioni di generi e con arroganza e disprezzo (anche se non è la prima volta) è una chiesa che davvero non ha più niente da dire. E mi stupisce tanto che teologhe e teologi italiani non reagiscano mai su questi tipi di dichiarazioni, mi stupisce e mi rattrista pensare che ora mai si accetta tutto, non solo politicamente ma anche nell’ambito ecclesiale. Mi stupisce che le donne che fanno teologia nelle università italiane non dicano niente dopo una dichiarazione che indirettamente ci definisce tutte –solo per essere donne- legittimamente disponibili non solo per i vari politici di turno, ma anche per tutti coloro che hanno il diritto di svegliarsi con il desiderio di servirsi di noi. A monsignor Bertolo vorrei ricordare una frase del libro del profeta Isaia: &lt;/span&gt;&lt;i style="line-height: 115%; "&gt;non dica lo straniero che ha aderito al Signore: -Certo mi escluderà il Signore dal suo popolo!-. Non dica l’eunuco: -Ecco, io sono un albero secco!-.&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 115%;"&gt; (Cfr.Is 56,3). Straniero, eunuco, ma che posto hanno queste categorie di persone nel nostro immaginario cristiano individuale e collettivo? E si ricordi che la sapienza e la possibilità di intuire il Mistero e la Divina Presenzia nella storia, non ci viene data necessariamente per aver ricevuto una “investitura”, per altro oggi più feudale che veramente cristiana, ma anche da chi, con rispetto, cerca la vita e non solo per sé o per una sua ristretta categoria, ma per tutti e, anche questo, non lo invento, ma lo si può trovare in un testo neotestamentario che ancora una volta si riferisce a chi, all’epoca, si definiva come “eunuco”: At 8, 8,27-39. Comunque, con queste affermazioni e con questi toni,  si capisce perché la chiesa ha nascosto per secoli gli abusi sui minori e sulle donne e oggi a queste realtà si aggiungono gli abusi teorico-morali e reali sugli &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;omosessuali&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 115%;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;Ad ogni lettore, affido ulteriori riflessioni e conclusioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-7918869641500871965?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/7918869641500871965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=7918869641500871965' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/7918869641500871965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/7918869641500871965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2011/01/non-penso-dire-nulla-di-nuovo-visto-che.html' title='Chiesa, Berlusconi, ecc.: una questione di genere'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TUG_FKV4EII/AAAAAAAAALE/q6vee-xo9Ew/s72-c/vescovi_.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-2622552483062886931</id><published>2010-12-21T07:25:00.001-08:00</published><updated>2010-12-21T07:43:04.693-08:00</updated><title type='text'>ANCORA BUON NATALE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TRDJDe7qHtI/AAAAAAAAAK4/fBKQiyXUnro/s1600/y1p1fVTQBgHqwURXwzcpYyW1mFwszeIEkStZAddWWE3Pw3BuDHG-F9dYVBmdb7SC5sHW9byGzcT5nw.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TRDJC8bhf8I/AAAAAAAAAKw/AlWwFDe4jyU/s1600/foto-112.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TRDJC8bhf8I/AAAAAAAAAKw/AlWwFDe4jyU/s320/foto-112.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553159392966311874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TRDJCmqVHYI/AAAAAAAAAKo/9iETjyPV1TI/s1600/cavallo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TRDJCmqVHYI/AAAAAAAAAKo/9iETjyPV1TI/s320/cavallo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553159387122834818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;margin-bottom:12.0pt; text-align:justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT"&gt;Il mese passato ho incontrato molte persone e con ciascuna, in modo diverso, abbiamo avuto modo di pensare o parlare di tante cose, tra osati sogni -come piace dire a me-  dubbi e profonde convinzioni e ora, mentre si avvicina una memoria importante, per molti popoli e culture, cioè la nascita di Chi ha lasciato un eco profondo ma quasi impercettibile, ora tutto ciò che ho condiviso il mese passato, mi ritorna in mente e lo celebro in questi giorni: tra premesse, promesse, desideri, attese e visioni. Ripercorro alcuni pensieri che –mentre li riprendo- diventano ancora auguri per questo indescrivibile tempo che stiamo per celebrare. A &lt;b&gt;Salamanca,&lt;/b&gt; presso la Facultad de Teología San Esteban al congresso intitolato.  “Para una convivenza en la Diversidad”, in un insieme di idee, tra diritto internazionale e teología. Dove mi è toccato tracciare alcune idee su: Dio nella prospettiva interculturale e che  ho ritradotto con: il Dio delle culture ( Dios desde la interculturalidad versus el Dios de las culturas). Un approccio ala storia, per continuare camminando; un metodo che non sia semplicemente analisi e critica, ma anche autocritica. Un difficile cambio di prospettiva perchè non solo si riconoscano i diritti degli altri, ma ci si stupisca per le sapienze nascoste ed evidenti, della vita in generale e anche di quella degli altri.  Non solo difendere l’uguaglianza, ma riconoscere la diversità come creatività e possibilità diversa; non solo università ma multidiversità; rivendicazione delle culture come rivendicazione delle identità e non solo come rivendicazione economica. Sete della propria origine, cioè, sete del senso e del significato. E ancora: Dio,  non come  proprietà delle religioni, ma possibilità data a chiunque, possibilità della vita degli individui e delle comunità umane. Dio, il cui nome, come direbbe Raimon Pannikar, è semplicemente icona del mistero e non un nome proprio e che i popoli impararono a scoprirlo partendo da loro stessi, guardandosi, nelle loro introspettive riflessioni, oltre che nei loro infiniti nomadismi esteriori tra cambiamenti climatici, ierofanie e teofanie. In questo senso allora il mistero non può essere compreso se non partendo dalla dinamicità delle culture, così che “la morte di Dio” - secondo le parole di Nietzsche-  non è il rifiuto di una dottrina, ma il rifiuto di qualcuno, l’esclusione di qualcuno e delle sue possibilità. E questa oggi è una sfida etica, sociale, oltre ad essere antropologica e teologica. Conoscere le culture è conoscere Dio, cioè avvicinarsi al mistero. La matrice divina infatti,  è l’uamano più umano e il cosmo: territori amazzonici, montagne, pianure, mari, deserti, città. La matrice divina sono gli avvenimenti che coinvolgono gli esseri umani; un essere umano che è &lt;i&gt;prima di sapiens, durante e dopo sapiens&lt;/i&gt; –come direbbe Edgar Morin-  e che continuerà  essendo  ciò che non conosciamo ancora, così come non conosciamo il mistero che è Dio. Grandi e piccoli itinerari interiori di individui e comunità che imparano a conoscersi e a riconoscere… &lt;i&gt;impronte degli escrementi della selva… odori, aromi, spazi vegetali, lampi e tuoni degli uragani, piume, foglie, polline…&lt;/i&gt; secondo la poetica di Neruda&lt;i&gt;.&lt;/i&gt;Ma senza tutta questa vita Dio sarà semplicemente una statua deposta in un luogo.&lt;i&gt; &lt;/i&gt;E allora, in memoria di quello che ho pensato in novembre, durante un congresso: &lt;b&gt;buon natale.&lt;/b&gt; Ma in un altro luogo, e con altri amici e amiche, abbiamo cercato di capire cosa significa &lt;b&gt;“abitare il pianeta oggi”&lt;/b&gt; e allora e ciò che abbiamo pensato, in questo momento diventa un altro augurio per questo nuovo tempo che si profila, tra memoria e presente. Due alchemici elementi, che sospingono oggi il nostro interesse, i nostri dibattiti, le nostre preoccupazioni, economiche, affettive , sociali. Un verbo: abitare e un luogo: il pianeta.&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black; mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT"&gt;Un verbo che indica una inquietudine etica, un modo di stare, e un luogo con tutta la sua complessità, le sue dimensioni frattarie, visibili ei nvisibili. Un insieme di inquietudini e anche una infinità di soggetti, perché il lugo indica anche dei soggetti; siamo infatti in molti ad abitare il pianeta.&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT"&gt;Allora scompligliando questi due elementi per metterli sottosopra, intuisco che è prima di tutto la natura –costantemente cambiante ma anche costantemente ripensata dagli esseri umani- a chiederci nuovi approcci alla vita. Non solo tutelare ma anche proporre, indirizzare, gestire..., trasformare e a volte cambiare totalmente.&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT"&gt;Il legame dunque, tra l’abitare e lo spazio dove dobbiamo stare è dunque molto stretta, perché il luogo avrà la forma del nostro stare.&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT"&gt;E allora questo verbo così complesso e curioso: &lt;i&gt;HABEO abitudine, abito, abitare.&lt;/i&gt;  Eco del HABERE: avere o continuare ad avere. Cioè consietudine in un luogo. Vivere, risiedere, alloggiare con qualcuno, trovarsi...&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT"&gt;Il primo approccio è dunque quello che evoca il viverci dentro; verbo che sottende l’idea dell’esserci, presenza, quindi possibilità di allacciare e intrattenenere relazioni  relazioni interpersonali e poi più ampie. Un modo di stare dunque, che non può essere ridotto a un solo modello. Abitare è complesso e questa complessità deriva anche da come prendiamo o no coscienza di ciò che abbiamo attorno. Ci sono stati momenti storici che una mentalità dualista ha permesso di semplificar: tutto è duale: bene e male, bianco e nero, uguale e contrario, uomo-donna…tutto rivelava la dualità, ma invece interviene quel bellissimo testo del libro sapienzale dei Proverbi : &lt;i&gt;ci sono tre cose che sono troppo ardue per me e quattro che non comprendo affatto, la via dell’aquila nel cielo, la viadel serpente sulla roccia, la via della navei nalto mare, la vida dell’uomo in una giovane donna…&lt;/i&gt;(Pro 30,18-19) E questo testo si colloca in una testo più inquieto che si apre ocn delle domande forse ancora dualiste: chi ha fatto il mondo: Dio o l’essere umano…&lt;i&gt;chi è salito al cielo e ne è sceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuso le acque nel suo mantello? Chi ha fissato tutti i confini della terra? Come si chiama?&lt;/i&gt; (Pro 30, 4) Ma si percepisce: sempre due; due sono i generi, due le possibilità di vivere o morire, sempre tutto è due e invece no : forse nasciamo da una molecola d’acqua che ha sua volta è un coposto, o forse nasciamo dal fuoco…o forse da qualcosa di più complesso… un big-bang di qualcosa o di qualcuno… Abitare dunque non con la coscienza di ciò che conosciamo, ma anche con quella di ciò che non conosciamo… Siamo un po’ stanchi di questi stili di vita che lo sanno già tutto o che ammettono solo certe cose e negano altre possibilità e probabilità e che non lasciano intervenire né i sogni, né l’immaginazione e dunque nemmeno la realtà con le sue dimensioni nascoste perché sottili e complesse allo stesso tempo. Oggi come oggi, bisogna ammettere che non siamo nella fase delle conclusioni, ma nella fase del cambiamento; un processo difficile, in cui, forse, semplicemente percepiamo. Siamo come nella nuova era del Neolitico: transizione e cambi, migrazioni e perdite... nuovi modi… Addomesticamento delle piante e degli animali e di noi stessi per imparare ad abitare i luoghi con le loro risorse naturali. Un tempo di apprendistato: cambiamo mentre impariamo a restituirci la responsabilità sul mondo, ma quante trasformazioni e non solo metamorfosi esteriori, di lineamenti e posizioni; quanti cambi interiori, diversi, riconoscimenti di sé in altri modi... Quanti processi di autostima, di non vergogna di sé, ma anche di non vergogna dell’altro, quanti processi ideologici non conclusivi , settari… …  Parliamo di dialogo ma forse il DIA = FRA … è visto ancora in una logica dualista e per questo in questo momento è importante ma non è sufficiente.&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT"&gt;Il mondo non è fatto in un equilibrio di contrari, ma in una creatività anche caotica di diversità, di pezzi, di mondi differenti. Se leggiamo la storia, quante volte cambiò perchè qualcuno superò il limite del dualismo. Qualcuno –per esempio- decise scoprirsi al di là del genere, o per seguire i suoi ideali e sogni disobbedire al genere prestabilito (mi viene in mente a proposito un piccolo libro che mi regalarono: Santa Marina la Travestita, di Marina Minghelli. 1996). E la storia continua in questa creatività, osando avvicinarsi e prendere contatto con l’invisibile e il visibile, in altri modi. Ma per far questo si tratta di percorrere i fili sottili della sopravvivenza. La storia cambiò per altri spazi ….&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT"&gt;Mettiamo anche in conto che ci sono dei modi diversi di abitare; dei modi diversi di stare.  Non esiste solo il &lt;i&gt;cogito ergo sum&lt;/i&gt; cartesiano, ma anche: amo dunque sono;  disegno; fabbrico; invento; bevo dunque esisto; vendo e compro; scrivo; tesso; scolpisco; sospingo; dissocio; lego, sciolgo; scorro; cammino; mi siedo; piango; rido…sento; non sento; vedo; non vedo; ho fame; mangio; non mangi; mi devo difendere o non mi difendo o forse solo respiro, o forse faccio tutto questo insieme. C’è un tempo per ogni cosa, canta l’adagio bibblico del Qoelet. Ci sono generazioni in alcuni popoli del mondo che sono nate in  guerra e continuano a vivere in  guerra, altre che hanno conosciuto solo tempi tranquilli di pace e sviluppo, altri di fame e poi di abbondanza e poi di nuovo di carestia….Tutto ciò avviene e sarebbe troppo bello e facile pensare che abitare significhi eliminare qualcosa, rifiutare o accettare. Non è cosi semplice come vorremmo, ma è anche molto più bello e appassionante di ciò che noi pensiamo. Anche la natura, nella sua spontaneità, nella sua ibris, espressività che a volte rasenta l’eccesso, violenta espressività genetica, ce lo ricorda.&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT"&gt;Allora parlare del pianeta e di come abitarlo non è evocare qualcosa di olistico, cioè qualcosa che ricorda tutto e niente. Pianeta sono piccoli e grandi spazi, sono geografie e territori differenti, sono case e non case, pianeta non è oggi un termine poetico, non evoca solo alberi, acqua pulita, piante, animali e persone in armonia. Pianeta è un termine complesso in cui questa stessa complessità invece di evocare distanza tra i vari elementi,  indica sempre di più complicità e possibilità sinergiche. Indica delle similitudini con ragni e magnolie riguardo alle nostre cellule, molto di più di quanto pensiamo. Come scoprire dunque questa complicità invece che questa distanza? Come scoprire dunque che siamo più diversi ma che è per questo che è sempre più urgente imparare a scambiarci, invece di pensare che  siamo distanti…&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black;mso-fareast-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:normal"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT"&gt;Un pianeta complesso che non ci vuole distrarre da noi stessi, mentre ci provoca con i suoi cambi climatici, ma che in realtà ci invita a processi sempre più profondi di autocritica. Un pianeta che ci pone di fronte non solo agli elementi puri ma quelli che lungo la storia abbiamo fuso insieme, forse anche malamente insieme, per fare –come qualcuno dice- uno strano menù: &lt;i&gt;Polveri da abbattimenti dei fiumi di industrie siderurgiche, ceneri da combustione, olio minerale, vernici di scarto, fanghi prodotti dal trattamento di depurazione delle industrie chimiche. E poi: inchiostro di scarto, melme acide, feci animali, urina di ogni tipo, fanghi velenosi e tossici, ceneri, scorie di alluminio, cromo, rame, zinco, cadmio in quantità industriali, tonnellate di percolato, la parte liquida che i rifiuti rilasciano nel tempo con la decomposizione. “Neanche un premio Nobel per la chimica sarebbe stato capace di mettere insieme un cocktail così micidiale”. Solo che questo cocktail è vomitato dalla camorra nella pancia della Campania, proprio dove si coltiva e alleva buona parte del cibo che finisce nei piatti di mezza italia. Un sistema che inquina l’ambiente, è dannoso per la salute, distorce il mercato, alimenta sfruttamento… &lt;/i&gt;(Scrive in un articolo pubblicato su Internazionale nel numero di ottobre, Giovanni di Mauro che commenta la denuncia di Peppe Ruggiero, autore del documentario Biùtiful cauntri e del saggio L’ultima cena) E io dico: anche questo è il pianeta, ed è il pianeta in questi lenti o veloci processi cambiamento della terra, dell’aria. E’ il pianeta con la sua entropia propria ma anche con quella umana che a volte, sconvolge, come si cita nell'articolo. Anche questo è il pianeta che cambia, che resiste, che si ribella,  anzi, forse i più lenti a cambiare, siamo proprio noi, gli esseri umani, o meglio, forse siamo noi i più lenti ad ammettere che i nostri cambi di umore hanno anche il potere di cambiare il pianeta.&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:15.9pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:15.9pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold"&gt;O invece, come direbbero le Scritture, forse è proprio questo il momento favorevole, perché comunque oggi siamo inquieti in questo pianeta. Per alcuni sono  inquitudini di sopravvivenza economica, per altri invece inquietudini ideologiche, istituzionali, o forse esistenziali, affettive, ecc. ma comunque inquietudini e comunque desideri di abitare e, se fosse possibile, di lasciare che altri abitino, perché per vivere il pianeta non bisogna esseri perfetti, ma imperfetti. E allora, anche per questo: buon natale. E vi lascio con tre immagini: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:11.5pt;font-family:&amp;quot;Georgia&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto; text-align:justify;line-height:15.9pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 15.9pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: rgb(51, 153, 153); "&gt;La prima raccolta mentre ero nel coro di una delle comunità della mia Congregazione: il convento di San niccolò di Prato. Il pavimento in cotto, tutto ondulato, segnato dai passi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11.5pt; font-family: Georgia, serif; color: black; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt; font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#339999;mso-fareast-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold"&gt;del tempo di qualcuno; quasi scavato, un materiale duro a cui è stata data la forma della quotidianità della vita di ciascuno. Una reale processione della vita, storie personali e comuntarie, e quante storie nei passi delle persone!&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: rgb(51, 153, 153); "&gt;&lt;b&gt;La seconda si tiferisce allo stare di molte persone al mercato; ho in mente i mercati latinoamericani; tutti i giorni si monta il posto o il banchetto dove restare per vendere; questa è una immagine economica e di sopravvivenza. Un modo di stare che trasforma la vita e lo spazio.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; color: black; font-weight: bold; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: rgb(51, 153, 153); "&gt;&lt;b&gt;La terza immagine la prendo, invece da un proverbio Arabo, molto bello: &lt;i&gt;l’aria del paradiso è quella che soffia tra gli orecchi di un cavallo… &lt;/i&gt;un piccolo spazio che evoca l’indicibile, ma che forse lo evoca a chi sta sul cavallo con un certo atteggiamento, mentre attraversa l’aria e rompe l’atmosfera e in complicità con il cavallo si china tra le sue orecchie e percepisce, molto di più.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; color: black; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal; "&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: rgb(51, 153, 153); "&gt; Tre modi di stare, insieme a quelli che ciascuno potrà aggiungere secondo la familiarità che ha con la propria vita e, allora, anche per questo, ancora: buon natale.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman', serif; color: black; font-weight: bold; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify; line-height: normal; font-weight: bold; "&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black;mso-fareast-language:IT;mso-bidi-font-weight:bold"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size:12.0pt;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black;mso-fareast-language: IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-2622552483062886931?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/2622552483062886931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=2622552483062886931' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/2622552483062886931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/2622552483062886931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2010/12/ancora-buon-natale.html' title='ANCORA BUON NATALE'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TRDJC8bhf8I/AAAAAAAAAKw/AlWwFDe4jyU/s72-c/foto-112.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-1275504367061778595</id><published>2010-12-15T03:55:00.000-08:00</published><updated>2010-12-15T04:13:07.661-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TQitZU7NcBI/AAAAAAAAAKg/MHkVlqUHSRc/s1600/untitled.bmp"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 190px; FLOAT: left; HEIGHT: 173px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550877191359524882" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TQitZU7NcBI/AAAAAAAAAKg/MHkVlqUHSRc/s320/untitled.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Questo mese in Italia con Voi !!!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;4 R : Ritorno - Ricordo - Ringraziamenti - Rincontrarci.......AUGURI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;per la lettura integrale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.anterlux.com/"&gt;http://www.anterlux.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-1275504367061778595?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/1275504367061778595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=1275504367061778595' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1275504367061778595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1275504367061778595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2010/12/questo-mese-in-italia-con-voi-4-r.html' title=''/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TQitZU7NcBI/AAAAAAAAAKg/MHkVlqUHSRc/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-5721324638856876556</id><published>2010-11-01T16:27:00.000-07:00</published><updated>2010-11-01T16:35:03.339-07:00</updated><title type='text'>UN INVITO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TM9NvTa_YOI/AAAAAAAAAKY/vxNX7dLLZ08/s1600/timthumb.php.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 127px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TM9NvTa_YOI/AAAAAAAAAKY/vxNX7dLLZ08/s320/timthumb.php.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534727942124298466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align:justify;line-height:15.9pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;In questi ultimi anni si è parlato tanto e anche pensato come appropriarci nuovamente della nostra cittadinanza, come riprendere coscienza dell’essere cittadini. Ma ultimamente, guardando la complessità della storia contemporanea, il suo ritmo ipermoderno e i suoi alti voli pindarici, mi domando se basta essere cittadini o se forse c’è qualcosa di più. Ogni disciplina ci ha aperto nuovi spazi, siano essi cosmici o introspettivi, ecologici, anatomici o filosofici. Tutto ci parla di questa bellissima possibilità…Oggi, non vi è niente che evoca qualcosa ben limitato, definito e forse è questa la nostra fatica o la nostra paura, imparare a vivere in nuove dimensioni, prendendone coscienza, imparando a conoscerle. Oggi come oggi sono pochi coloro che piangono sulle ideologie restate come echi di correnti eoliche che ci visitarono in tempi passati. Nessuno rimpiange i muri, ma anzi lotta per poter ottenere il diritto di muoversi come qualsiasi cittadino libero. Oggi ogni dimensione sia essa sociale, di genere, fisica o matematica è messa in discussione da nuove o ipotetiche possibilità, nei nostri laboratori mentali e anche in quelli reali.  Allora l’inquietudine etica si amplifica, come un suono immesso in uno spazio immenso. La domanda non è più solamente come abitare la città o come essere cittadini, ma come abitare il pianeta. Ma sappiamo anche che,&lt;b&gt; &lt;/b&gt;per l’essere umano, imparare a vivere, non è una novità. Non gli toccò infatti solo una volta ma varie volte. Così che anche oggi ci domandiamo quello che in ogni momento evolutivo e di cambiamento, gli esseri umani si sono chiesti: &lt;b&gt;&lt;i&gt;come abitare il pianeta?&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; Come muoverci in queste coordinate esistenziali di tempi e luoghi differenti che comunque e ovunque ci coinvolgono? Cambi climatici e cambi storici; metamorfosi biologiche ed esistenziali; tutto provoca processi interiori ed esteriori delle società, degli individui e della vita in generale. E’ dunque normale che anche oggi ci si domandi: come abitare il pianeta? Un pianeta sempre più diverso e complesso nei suoi dettagli, dove &lt;i&gt;idee chiare e distinte&lt;/i&gt;, non sono più sufficienti, perché ciò che sospinge a ripensare e ripensarci è precisamente il filo sottile e nascosto dell’inquietudine umana e della ricerca costante che accomuna interi popoli e individui.  Per alcuni forse, solo inquitudini di sopravvivenze economiche, per altri invece inquietudini solo ideologiche, istituzionali, o forse ancora solo esistenziali, affettive, ecc. ma comunque inquietudini e comunque desideri di abitare e nello stesso tempo lasciare che altri abitino.&lt;/span&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 13.5pt; color: black; "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;line-height:115%;mso-ascii-font-family:Calibri;mso-ascii-theme-font: minor-latin;mso-hansi-font-family:Calibri;mso-hansi-theme-font:minor-latin"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ed è proprio in questa multidiversità della storia che individuiamo un primo passo: scambiare idee, intuizioni, sapienze, visioni, riflessioni e caleidoscopici ed esperienziali punti di vista. Tutti oggi siamo interpellati; tutti oggi possiamo prendere parte a questa poietica ricreazione di modi di vivere che ci permettano abitare il pianeta in un altro modo. Il pianeta, questo termine molto antico tra radici etimologiche greche e latine:  che in realtà significa &lt;i&gt;errante&lt;/i&gt;. Si oggi più che mai siamo chiamati a prendere coscienza di questo nostro essere errante in qualcosa che si muove, che non è fisso, che procede nella sua storia e nelle sue molteplici identità umane e ambientali. Si forse un po’ vagabondi,  secondo l’immagine che i greci associavano al termine pianeta; itineranti, cioè capaci di rimetterci in contatto non per schemi e dottrine, ma per scambiarci possibilità di vita.  &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align:justify;line-height:15.9pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;E’ questo ciò che cercheremo di fare, ospitati dalla &lt;b&gt;Fraternità di Romena il 21 di novembre&lt;/b&gt;, insieme ad un caro amico: Andrea Vitullo, in questo spazio forse piccolo e a molti familiare e che comunque evoca la multidiversità di inquietudini e ricerche umane e cosmiche. &lt;span&gt;Andrea Vitullo,&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;philò-economista, &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span&gt;come&lt;span class="apple-converted-space"&gt; ad alcuni di noi piace chiamarlo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;, precisamente perché si muove nel mondo dell’economia con nuove pratiche filosofico-esistenziali. Andrea Vitullo è &lt;i&gt;executive coach&lt;/i&gt; di manager e imprenditori di aziende italiane e multinazionali. Conosciuto nell’ambito del marketing e della comunicazione, crea e conduce corsi sulla gestione del cambiamento personale e organizzativo per professionisti. In continua&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 13.5pt; "&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;trasformazione, studia etica delle relazioni e yoga è fondatore insieme ad altri ed altre, di Inspire (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.in-spire.biz/site/" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;http://www.in-spire.biz/site/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;) , centro di studio e riflessione che lavora con le domande più quotidiane, con il femminile, con la cura, attraverso l’ascolto e il dialogo, creando uno sguardo nuovo sull’economico e favorendo connessioni spesso non evidenti per leggere idee, strategie, piani di sviluppo di organizzazioni, gruppi o individui. Andrea Vitullo è anche scrittore e autore; uno dei suoi testi più significativi è&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.pratichefilosofiche.com/libri/9788850326723/scheda" target="_blank"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Leadership riflessive – la ricerca dell’anima nelle organizzazioni&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;(Apogeo Editore- 2007).&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span&gt;(Per saperne di più:&lt;span class="apple-converted-space"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.in-spire.biz/site" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;www.in-spire.biz/site&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;). &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(118, 118, 118); "&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-5721324638856876556?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/5721324638856876556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=5721324638856876556' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/5721324638856876556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/5721324638856876556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2010/11/un-invito_01.html' title='UN INVITO'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TM9NvTa_YOI/AAAAAAAAAKY/vxNX7dLLZ08/s72-c/timthumb.php.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-2978188023269031729</id><published>2010-11-01T15:50:00.000-07:00</published><updated>2010-11-01T15:55:04.996-07:00</updated><title type='text'>ODE AI LETTORI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TM9FKPemBeI/AAAAAAAAAKA/Ts69f0xrIcg/s1600/scrivere-leggere-libri-corsi-scrittura.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 199px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TM9FKPemBeI/AAAAAAAAAKA/Ts69f0xrIcg/s320/scrivere-leggere-libri-corsi-scrittura.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534718509317490146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 20px; "&gt;Sono molto lenta nel reagire &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 20px;"&gt;dibattiti o polemiche che si aprono tra i mondi reali e quelli virtuali e forse, non essendo nella stessa geografia in cui i dibattiti si instaurano, mi resta ancora più difficile. Scrivere, editare: blog, facebook, video… Ma mentre tutto oggi sembra in qualche modo nascere già “in rete”, mi viene in mente la storia di un verbo che in realtà è intimamente relazionato con questa problematica. Si tratta del verbo: leggere. Leggere: dal latino legere participio passato di lectus , più simile al greco: leg-ein che evoca il discorso, la parola e che trascina con sé l’eco della radice leg, adunare, raccogliere. Adunare suoni, numeri, come spiegano gli esperti in etimologia; raccogliere con l’occhio -da caratteri scritti o stampati- le parole; pronunciarle, recitarle e lasciare che assumano un senso. I lettori dunque, sono i veri protagonisti; coloro che avranno la capacità di adunare e raccogliere e di dare un senso. Allora leggere, sì, un arte bellissima e difficilissima che ha in mano molto più potere di quanto pensiamo. Leggere, rimettere insieme, raccogliere e riannodare una trama e un senso. Chi lo farà? Lo faranno tutti coloro che diventeranno coautori di idee, che non apparteranno a nessuna casa editrice e ancor meno a qualche editore, ma che leggeranno le cose, riannudando suoni e riscoprendo il senso. D’altronde, chi scrive sa molto bene che le parole, una volta scritte, non gli appartengono più … &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 20px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 20px; "&gt;E scrivere, non è un mestiere, ma una vocazione; un dolcissimo e a volte difficile parto dei pensieri e delle parole che altrimenti resterebbero aggrovigliati e nascosti tra le ragnatele della mente. Scrivere, un avvenimento in cui l’ego esce dal suo guscio e perde ogni paternalismo e maternalismo –cosa invece molto facile nel parlare- perché la scrittura, una volta visibilizzata, già non ci appartiene più, perché ci lascia definitivamente diventando pensiero di altri. Scrivere, un atto etico dunque, non solo quando ne scegliamo i contenuti, ma perché, come direbbe la filosofa Maria Zambrano, nell’atto dello scrivere le parole sono trattenute, sottoposte a ritmo e, il ritmo –aggiungo io- è la possibilità chi fronte a contributi, di&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 20px; "&gt;e abbiamo per trasformare il caso, lo spontaneismo, l’aggressione, l’arroganza, la sentenza o la semplice fretta, in qualcosa che davvero può servire per vivere e non solo per essere esternato e dato a conoscere a tutti. Ma oggi questa possibilità di dare un ritmo alle parole, è davvero una possibilità etica, contributo ai difficili parti di donne e uomini in cerca della vita, propria e del cosmo. Oggi, più che mai sento la responsabilità dello scrivere, su un foglio o su pagine virtuali; appunti su un libro già scritto da altri o su una tesi di uno studente. Scrivere, un difficile movimento e contributo alla società e alla vita. E questo lo penso oggi, mentre la scrittura come ogni altra creatività umana o cosmica, viene anch’essa vagliata dalla logica del mercato e le sue implacabili leggi. Infatti, oggi, anche le &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 20px; "&gt;parole sono considerate come proprietà privata o pubblica, insieme ai pensieri , all’acqua, alle risorse naturali, i frutti della terra, l’aria, ecc… Così in questi giorni ritornavo a pensare ciò che tante volte ho sognato: vorrei essere caratteri di scrittura Tifinagh –la scrittura dei Tuareg nel deserto-, mistica di consonanti segrete che conservano occulti percorsi per scrivere senza obbedire all’ordine prestabilito delle lettere latine e mantenere la esclusiva di gemiti e versi di coloro che leggono e interpretano. Vorrei essere caratteri di scrittura Tifinagh per poter scivolare da destra a sinistra e da sinistra a destra in coordinate scomposte, diagonali rovesciate e metriche mozzate. Vorrei essere caratteri di scrittura Tifinagh, per scandire il respiro e codificare la trama dei miei e altrui sentieri di vita. Per non scrivere a nome di altri, per non parlare per altri, ma semplicemente per evocare la coscienza dei desideri, dei sogni, degli atti e delle infinite possibilità che ciascuno di noi ha quando legge, scrive, parla. Mentre ciascuno decifra nella propria essenza le alchemiche formule degli aromi e dei pollini della vita. Ma che difficile è oggi leggere, scrivere e parlare! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-2978188023269031729?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/2978188023269031729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=2978188023269031729' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/2978188023269031729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/2978188023269031729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2010/11/ode-ai-lettori_01.html' title='ODE AI LETTORI'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TM9FKPemBeI/AAAAAAAAAKA/Ts69f0xrIcg/s72-c/scrivere-leggere-libri-corsi-scrittura.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-791285831364427257</id><published>2010-07-26T03:14:00.000-07:00</published><updated>2010-07-28T08:24:36.338-07:00</updated><title type='text'>PROCEDERE FLUIDI</title><content type='html'>&lt;EM&gt;Domenica 25 luglio sono stata invitata a condividere con la Fraternità di Romena, un momento di festa e anche di riflessione sul cammino che questa fraternità ha fatto in questi ultimi anni. Il tema attorno a cui siamo stati invitati segue l’eco biblico del testo del profeta Isaia: allarga lo spazio della tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio, allunga le cordicelle, rinforza i tuoi paletti… (Is 54,2). La giornata infatti era impostata attorno all’immagine del “percorso”. Così che , accettando l’invito ho cercato di rileggere, a voce alta, queste intuizioni, sogni, desideri che la Fraternità di Romena, porta avanti da molti anni. E per introdurmi in questo viaggio, ho pensato che forse l’elemento più bello per rappresentare un percorso è, ancora una volta, l’acqua. E’ per questo che nella prima parte della mia riflessione ho usato un video trovato su YouTube, che ha come sottofondo la canzone dei Queen “We will Rock you”. Ringrazio dunque chi ha condiviso negli spazi virtuali di You tube questo video (www.spazio.libero.it) a cui mi sono ispirata e che, insieme ad alcuni amici, mi sono permessa di interpretare, aggiungendo alcune frasi o parole chiave, per condividere le mie intuizioni. &lt;/EM&gt;Far memoria di un percorso non significa solo ricordare il percorso della Fraternità di Romena ma i percorsi in generale. Il testo della canzone che accompagna il video è molto eloquente in questo senso. Il video infatti ricorda i percorsi più diversi e quotidiani, forse per alcuni di noi, i percorsi più strani: lunghe itineranze interiori ed esteriori; lunghi esodi di tante persone; faticosi e pesanti passi di chi sente che nella vita più che camminare sta vagando, forse senza sapere dove andare, tirando calci alle lattine per la strada –come dice la canzone dei Queen-. Percorsi un po’ complicati, forse non identificati tra quelli ufficialmente riconosciuti come “spirituali”, ma comunque percorsi e comunque percorsi dello spirito, anche degli spiriti inquieti, cioè quegli itinerari più segreti, delle parti più “leggere” di noi. Allora forse, si tratta davvero di una “ode al percorso”, a tutti quei tentativi di tante persone o della vita in generale, che cerca di procedere, nella storia. Ode ai percorsi più sconosciuti; percorsi delle evoluzioni della specie, degli atomi, delle stelle, dei microrganismi. Ode ai quei percorsi evidenti e allo stesso tempo occulti come quelli dell’aquila nel cielo, del serpente sulla roccia, della nave in alto mare e dell’uomo in una giovane donna, come canta la Sapienza biblica (Cfr. Pro 30, 18-19). E ode anche al percorso dell’acqua, sì, l’acqua con la sua anarchica storia. Lungo ogni cammino o percorso accadono molte cose, come si osserva in questo breve video, a cui vorrei dare un titolo e mi piacerebbe chiamarlo: &lt;STRONG&gt;“Procedere fluidi”.&lt;/STRONG&gt; E’ su questa fluidità, che, forse stranamente si allargano le tende… si dilatano gli spazi… si cammina non portati dal tempo, ma con esso, imparando a conoscerlo. Nella realtà un fluido è uno stato della materia che si deforma illimitatamente o fluisce (liquidi, gas, plasma o solidi plastici). Particelle che possono essere allontanate indefinitivamente tra loro. Gli antichi alchimisti dicevano che il fluido è una sostanza che, passando da un corpo all’altro, trasmette calore. So benissimo, invece, che parlare oggi di fluidità può suscitare molte critiche, basti pensare a tutta la interpretazione della modernità liquida secondo il filosofo Bauman. Oggi infatti si dice che la fluidità è la malattia più grave della nostra società, delle nuove generazioni, sottoposte a trasformazioni costanti. Ma forse è proprio per questo che dobbiamo riscattarla, perché camminare fluidi è anche il camminare del nostro tempo confuso o deciso, ma comunque capace di percorrere la vita. Forse questo sconcerto sul nostro mondo contemporaneo, ci viene perché siamo abituati a pensare i percorsi come qualcosa di evidente, in qualche modo riconoscibile. Ma proviamo invece a ricordare che le dimensioni della vita non sono tutte così riconoscibili come pensiamo e così evidenti e i passi del nostro vagare, come dice il salmista, anche. Procedere fluidi dunque, significa anche imparare ad avanzare in quei percorsi meno evidenti, forse più silenziosi di quello che pensiamo. D’altronde, quando i pellegrini, o gli eremiti, cercavano spazi di silenzio e percorrevano certe strade o sentieri, era per riscoprire precisamente quelle trasformazioni silenziose, che solo l’itineranza del cuore, della mente, della vita, permette riconoscere. Il percorso sui generis dell’acqua, personalmente mi evoca questa vita che scorre non superficialmente, ma sì fluidamente. Il percorso dell’acqua forse riconosciuto più come ciclo; qualcosa che di per sé riconosciamo come ciclo. Il ciclo, antica parola con radici greche. Ciclo: girare, avvolgere, muovere, rotolare, cerchio, anello. Qualcosa che torna e ritorna, per esempio di anni; qualcosa che torniamo a contare o riconsiderare di nuovo, ogni volta che ci sembra di aver finito. In questo caso, l’attenzione cade su questo particolare soggetto che è l’acqua, nelle sue più profonde e segrete o evidenti metamorfosi. L’acqua questo elemento-soggetto, che prima di essere difesa ci ha sempre difeso, ci ha creato opportunità e possibilità; l’acqua per cui in questi ultimi tempi ci siamo di nuovo risvegliati per tutelare; l’acqua per la quale 10 anni fa in Bolivia si fece una guerra, si soffrì, ma anche si gioì, per averla difesa, protetta, liberata, intuendo che la sua liberazione era anche la nostra. L’acqua, dunque, un elemento politico, sociale, comunitario, ma di tutti, un bene che più che essere pubblico è molto segreto, perché in effetti segue le sue proprie anarchiche leggi: tra essenzialità assenza per la sua segretezza e abbondanza per il suo costante fluire. L’acqua, con la sua capacità di prevaricazione, a volte un “essere” in eccesso, come dicono alcuni, che lascia attoniti, spaventa, ma anche stupisce. E’ l’acqua che mi evoca in modo così bello, un cammino, anche nelle sue forme più cicliche. Il cammino è molto particolare, perché evoca qualcosa che sa prendere la forma di chi la raccoglie o di ciò che attraversa, per cui il suo percorso, che diventa ciclo, non evidenzia solo il suo modo di essere, ma piuttosto lascia spazio alle forme, alla materia. L’acqua questo elemento che raccoglie i sapori e gli odori delle superfici che percorre (le rocce per esempio con i loro Sali minerali). Non si tratta di un elemento concluso, arrogante, ma di un elemento che prende e porta con sé aspetti che di per sé non sono i suoi e allora si arricchisce. Ma anche le superfici che vengono a contatto con l’acqua non sono più quelle di prima, perché l’acqua toglie o restituisce qualcosa e, quando è costante, puntuale, modifica, lascia le sue tracce, crea dei percorsi che forse altri interpreteranno e a loro volta si informeranno. Non è un elemento neutrale, passivo, ma trasforma, si muove nella vita e muove la vita o , a volte, la smuove. Un elemento arcaico, delle origini del mondo, un elemento liquido, che a volte ci destabilizza. Acqua cervello (85%), acqua reni (83%); acqua muscoli (76%); acqua sangue (92%), acqua ossa (22%), ecc. ecc. Acqua lacrime, d’accordo alle nostre fatiche, ma anche alle nostre gioie, emozioni, passioni e sogni. E allora, forse, la liquidità oltre alla fluidità, del nostro percorso è qualcosa di importante, la fatica di questa insicurezza, ma allo stesso tempo, forza dell’insicurezza, del non vedere il risultato, del non conoscere la fine e continuare a percorrere. Ma, come abbiamo detto, nel percorso che a volte, anche nella nostra vita diventa ciclo, succedono tante cose. Tutte queste parole che ho aggiunto nel video, forse ci ricordano questo. &lt;STRONG&gt;Ricostruirsi&lt;/STRONG&gt;: vorrei pulire e togliere tutti quei luoghi comuni che si generano attorno a questo termine. In realtà ricostruire, abbinato all’acqua sembra davvero un paradosso. Eppure questo verbo si associa benissimo ad un percorso o ad un ciclo, per toglierci di dosso quella certa originalità di cui pensiamo essere rivestiti. Il verbo costruire non ha nei suoi sinonimi, o nella sua morfologia, un senso così piacevole –quasi da boy scout- il verbo costruire che viene dal latino constrùere indica uno sforzo, strùere: accumulare, mettere insieme, indica un mucchio di qualcosa che si ammassa. In altre parole è un lento comporre, mettendo insieme più cose. I nostri percorsi infatti non sono così perfetti o limpidi come pensiamo, camminiamo anche ammucchiando aspetti della vita differenti, non tutti così sintonici, docili gli uni agli altri. Forse la ode alla ricostruzione, significa ode a questo saper comunque mettere insieme, in realtà qualcosa di molto vero nel nostro mondo, ma comunque difficile, visto che siamo comunque e sempre tentati a ridefinirci da soli, nelle nostre egocentriche visioni interiori. &lt;STRONG&gt;Rinnovarsi-rinnovare&lt;/STRONG&gt;: Dal latino re-novare, anche questo un composto: il prefisso “re”, come ripetizione, e novare, cioè nuovo. Fare di nuovo una cosa, ripetere o sostituire una cosa già usata con una nuova. Anche qui questo nostro muoverci o allargarci, non così originale come pensiamo, non senza gli altri o senza il bisogno degli altri. Tra il ripetersi o ripetere e la capacità di sostituire, e anche interpretare di nuovo, con tutte le sue valenze politiche e sociali, oltre che quelle personali individuali. Nel mondo della sapienza biblica è questo strano modo di stare all’erta, un invito costante: faccio nuove tutte le cose… ma anche questo, la maggior parte delle volte in strane trasformazioni silenziose. Avviene con ciò che già esiste, estrarre cose nuove e cose antiche (Mt 13,52) ; probabilmente la cosa più difficile del rinnovarsi è ammettere che già esiste qualcosa o qualcuno, che mi fa crescere… Ecco faccio nuove…tutte le cose (Ap 21,5); faccio una cosa nuova Is 43,19. Se esiste questo invito è perché normalmente non è così evidente: il ciclo di questo rinnovare e rinnovarsi è quasi sempre molto segreto, occulto alle nostre manie di evidenza. Ma le Scritture sono piene di queste fotosintesi esistenziali che avvengono in questi strani riciclaggi della vita. &lt;STRONG&gt;Crescere&lt;/STRONG&gt;: e’ un verbo molto bello, ma forse anche un po’ pericoloso…relazionato all’aumento di qualcosa. Occupare più spazio, riempire, prendere lo spazio di altri… E’ molto bello dunque crescere, come relazione con la vita, ma è anche una responsabilità , una sensibilità differente, a volte porta i segni di un cambio e di un tempo differente, i segni della maturità, le rughe, il vello sul corpo… Politicamente e socialmente non sempre la crescita di una società è stata qualcosa di bello per tutti, eppure succede così, ad ogni verbo diremmo, corrisponde questa bellissima autocritica che dobbiamo farci, costantemente per non andare avanti superficialmente. Lo stesso potremmo dire del verbo prosperare. Anche questo termine rientra in questa logica dell’aumento e allora sempre questo strano e bellissimo paradosso. Penso a Francesco di Assisi, lui che aveva ristrutturato la Porziuncola, ma di fronte alla costruzione di alcuni spazi, reagisce buttando di nuovo giù tutto. Non dico di più su questo episodio, lo lascio lì aperto alla interpretazione ma ritorno sulla fluidità, il rimanere costantemente in strani equilibri della vita, allerta su ogni fissismo e su ogni sicurezza inutile. Il bisogno di costruire torri per essere qualcuno, ma anche uno strano malessere che ne consegue. Allora, tutti questi verbi, non sono verbi si quantità, ma di fedeltà, attenzione alla crescita di altro che abbiamo intorno. Riconoscimento degli humus segreti della vita che provengono non da noi, ma da Altro ed altri. D’altra parte prosperare, per esempio, è sinonimo di attecchire, cioè: qualcosa che normalmente si dice delle piante ed avviene dal di dentro. &lt;STRONG&gt;Osmosi&lt;/STRONG&gt;, una bellissima parola greca che nella sua radice verbale apre diverse possibilità: spingere, fare scorrere, ma anche: odore (in greco osmé). Una trasformazione, un passaggio, uno scambio, fenomeno fisico che consiste nella fusione di due liquidi; influenza reciproca, un itinerario gli uni negli altri. E così via: fertilizzare, dal latino ferre, portare… Un termine relazionato a un lavoro, a un prendersi cura di qualcosa, come capacità di cambiare le proprietà chimiche esistenti…un avvio a cicli di trasformazione. &lt;STRONG&gt;&lt;STRONG&gt;&lt;EM&gt;E poi sciogliersi&lt;/EM&gt;&lt;/STRONG&gt;&lt;/STRONG&gt;: distacco, che indica qualcosa che si lascia libero e si libera, ma anche si stacca, perché ogni vincolo vitale ha due fasi successive, ci permettere di liberarci e liberare, ma forse per liberarci e liberare dobbiamo essere più sottili e fluidi, e, come nel video, passare tra le sbarre che, probabilmente rimarranno ancora presenti. E allora crescere, &lt;STRONG&gt;crescere con le metamorfosi degli altri, le diversità&lt;/STRONG&gt;, e &lt;STRONG&gt;nonostante tutto&lt;/STRONG&gt;, nei processi più umani che hanno il potere di spegnere inutili e distruttivi fuochi, anche qui come nel video, l’omino fa la pipì e spegne il fuoco: ammoniaca interiore; un gesto reale, fatto tante volte da tanti, per ripararsi dai gas che scarica la polizia sulle innumerevoli proteste dei popoli. E’ anche così che si &lt;STRONG&gt;alimenta la vita&lt;/STRONG&gt;, ma che si alimenta anche della vita. Questa vita che vorremmo fosse leggera come il sogno, ma anche decisa, costante, come l’&lt;STRONG&gt;osare&lt;/STRONG&gt; sulle cose della vita, su noi stessi, sul cosmo. Leggeri, come la &lt;STRONG&gt;leggerezza&lt;/STRONG&gt;, quella che l’acqua supporta e sopporta; intreccio di molecole che tessono una superficie su cui chi è leggero, nella personalità, nel suo &lt;STRONG&gt;sogno e desiderio&lt;/STRONG&gt; (&lt;STRONG&gt;libertà intellettuale), &lt;/STRONG&gt;può camminare, come avvenne con Gesù. Leggerezza, quella che -come diceva Italo Calvino - ogni ramo della scienza sembra ci voglia dimostrare dicendoci che il mondo si regge su entità sottilissime: come i messaggi del DNA, gli impulsi dei neuroni, i quarks, i neutrini vaganti nello spazio dall'inizio dei tempi... E’ dunque con queste prerogative, che oggi e sempre, vorremmo ripensare i nostri percorsi e anche quelli della storia oltre che quelli bellissimi di Dio, come canta il Salmista: sul mare la tua via, i tuoi sentieri sulle grandi acque, ma le tue orme non furono riconosciute… (Sl 77,20)&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-26ad6b70dc8668ff" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v24.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3D26ad6b70dc8668ff%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329964331%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D44CC118F8B0B4D4BBDAE47B42FA587709C0203FE.34D1A9A058FBF582D57431F19AA62241937C5A31%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D26ad6b70dc8668ff%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DjHO36mwf0-EMO9QcFO1wRQucPzA&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v24.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3D26ad6b70dc8668ff%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1329964331%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D44CC118F8B0B4D4BBDAE47B42FA587709C0203FE.34D1A9A058FBF582D57431F19AA62241937C5A31%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D26ad6b70dc8668ff%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DjHO36mwf0-EMO9QcFO1wRQucPzA&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-791285831364427257?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/791285831364427257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=791285831364427257' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/791285831364427257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/791285831364427257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2010/07/domenica-25-luglio-sono-stata-invitata.html' title='PROCEDERE FLUIDI'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-1589128604588787821</id><published>2010-07-05T01:15:00.000-07:00</published><updated>2010-07-05T02:23:31.352-07:00</updated><title type='text'>Associazioni e associazionismo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TDGgk4ZTY4I/AAAAAAAAAJI/zGF4uW4om-k/s1600/219-4.jpg"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5490345976215593858" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 264px; CURSOR: hand; HEIGHT: 216px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TDGgk4ZTY4I/AAAAAAAAAJI/zGF4uW4om-k/s320/219-4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ffff66;"&gt;Vedo che &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ffff66;"&gt;associazioni, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ffff66;"&gt;fondazioni, ecc. nascono come funghi. Pur domandandomi perché, non è mia intenzione, in questo momento, entrare nei dettagli delle risposte che potrebbero essere molte e diverse, ma piuttosto cogliere l'occasione per fare un'autocritica e riscattare il senso di questi infiniti spazi associativi. Associazione, un termine di origine latina, che indica un intenso reticolo di persone e idee, infatti nella quotidianità, sono molti gli aspetti della vita che si "associano":idee, oggetti, pensieri, persone... Associazione è uno spazio, forse un &lt;em&gt;Facebook&lt;/em&gt;, non virtuale ma reale, dove si condividono intuizioni e analisi. Molte associazioni, o forse quasi tutte, nascono per portare avanti progetti comuni, aiutare altri gruppi di persone, prendersi cura, proteggere la natura... Ma forse ciò che dovremmo riscattare è che questo spazio è fatto da soggetti. Ancor prima dunque di essere uno spazio di formulazioni di progetti e impegni, è uno spazio di incontro tra persone con storie, intuizioni e sensibilità diverse. Forse è qui che risalta qualcosa di specifico: l' interculturalità e l'interdisciplinarietà. Siamo persone che "associano" storie, visioni o "cosmovisioni", stili di vita ed esperienze sulla e nella realtà storica attuale. Un compito certamente difficile dunque, ma probabilmente uno dei più utili e significativi in questo momento storico in cui non si tratta solo di difendere la natura o i popoli, ma anche di ricercare e riconoscere linguaggi alternativi, come se fossimo intorno al tavolo di una associazione. Uno spazio reale non solo di progettazione per altri ma di &lt;strong&gt;autocritica&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;formazione&lt;/strong&gt; per noi stessi che, come in ogni epoca, dobbiamo ancora imparare ad adattarci -come avviene sempre in ogni cambio di epoca- a nuove situazioni storiche. Allora l'associazione assume non tanto un ruolo assistenziale, ma un ruolo davvero culturale e politico, un laboratorio sociale per continuare a imparare a vivere. Un' arte davvero difficile, ma urgente. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-1589128604588787821?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/1589128604588787821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=1589128604588787821' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1589128604588787821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1589128604588787821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2010/07/associazioni-e-associazionismo.html' title='Associazioni e associazionismo'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/TDGgk4ZTY4I/AAAAAAAAAJI/zGF4uW4om-k/s72-c/219-4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-8189679321116514265</id><published>2010-05-24T07:26:00.000-07:00</published><updated>2010-05-24T07:47:19.096-07:00</updated><title type='text'>IN MEMORIA DI LEI:  L'ACQUA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/S_qP2-Te5kI/AAAAAAAAAJA/NGfNH7xF6G0/s1600/acqua.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474846471622682178" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/S_qP2-Te5kI/AAAAAAAAAJA/NGfNH7xF6G0/s320/acqua.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;"Non esisteva ancora nulla che potesse stare in piedi; ma solo l’acqua in riposo, il mare calmo, solo e tranquillo… "(Popol Vuh)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'acqua, un elemento primordiale e ancestrale della terra e dell'universo; condensazione siderale e libera; sogno ancora prima d essere realtà. Spermatozoo di un principio ancora segreto e nascosto per coloro che hanno fede e anche per coloro che della fede non sanno che farsene. L'acqua, componente di una lunghissima storia e oggi una delle principali protagoniste nell'ipotesi di un cambiamento climatico previsto come cronaca di una morte annunciata. L'acqua, un semplice e allo stesso tempo complesso elemento diviso in due nel suo Big-Bang originario, in quella famosa e classica formula: due atomi di idrogeno e uno di ossigeno. Un lampo, che provoca solo una molecola e oggi uno degli elementi più disputati dalla ipermodernità contemporanea. Scrivere sull'acqua dunque, è un'impresa difficile, anche quando, come non mai, attorno a lei, si moltiplicano fori e dibattiti. Ma forse più che scrivere, potremmo fare una vera e propria memoria di lei. Sì, in memoria di lei, l'acqua e, così, chissà, farci entrare anche tante persone, tante fatiche e lotte, solidarietà segrete e clandestine, per difenderci e difenderla. L'acqua, dunque, per alcuni sorella, per altri invece, madre, utero oceanico che bisogna rispettare, perché da lì siamo nati. Acqua pioggia, acqua nuvole; acqua ghiaccio, acqua sorgente, acqua mare, fiume o forse solo filo sottile che esce dal rubinetto. Acqua sangue e acqua lacrime...acqua e sempre acqua. Elemento che copre -in parte- la superficie del nostro pianeta, ma anche elemento che fa parte del nostro debolissimo e precario corpo umano e di quello delle piante e degli alberi. Acqua fresca, acqua sporca e stagnante; acqua musica, acqua ritmo, acqua sapore e alimento...Acqua che semplicemente bagna le superfici; acqua scoperta nelle differenti tappe evolutive della vita umana e a poco a poco conquistata, sottomessa, comprata e venduta per uso privato e pubblico... Ed è proprio qui, tra pubblico e privato che dobbiamo ancora imparare un nuovo linguaggio… &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;....anche per questo, la sera del 4 di Giungo 2010, per iniziativa del Comune di Pietra Ligure, alle ore 21, ci troveremo nella Sala Polivalente di Via Nino Bixio per fare memoria della "Guerra dell'Acqua" di Cochabamba e ricercare nuovi linguaggi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-8189679321116514265?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/8189679321116514265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=8189679321116514265' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/8189679321116514265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/8189679321116514265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2010/05/in-memoria-di-lei-lacqua.html' title='IN MEMORIA DI LEI:  L&apos;ACQUA'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/S_qP2-Te5kI/AAAAAAAAAJA/NGfNH7xF6G0/s72-c/acqua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-4940288389853683783</id><published>2009-05-15T02:57:00.000-07:00</published><updated>2009-05-15T03:07:54.794-07:00</updated><title type='text'>VIVERE NEL TERZO MILLENNIO</title><content type='html'>&lt;span style="color:#cccccc;"&gt;66° corso internazionale di studi cristiani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#cccccc;"&gt;Cittadella di Assisi Agosto 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;Testimonianza di Antonietta Potente, suora domenicana e docente di teologia morale in Bolivia, su alcuni temi di grande rilievo attualmente presenti nel dibattito religioso e culturale in tutto il mondo&lt;/span&gt;    &lt;a href="http://tgnitalia.tv/"&gt;tp://tgnitalia.tv&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-4940288389853683783?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/4940288389853683783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=4940288389853683783' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/4940288389853683783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/4940288389853683783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2009/05/vivere-nel-terzo-millennio.html' title='VIVERE NEL TERZO MILLENNIO'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-5266769202460347134</id><published>2009-05-14T08:06:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T17:09:24.432-07:00</updated><title type='text'>Appello ai diritti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/Sgw9ku7a1hI/AAAAAAAAAIw/zspSRTh_exg/s1600-h/francesco.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335707359809033746" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 277px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/Sgw9ku7a1hI/AAAAAAAAAIw/zspSRTh_exg/s320/francesco.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:verdana;color:#66cccc;"&gt;&lt;strong&gt;Il 10 di maggio ad Assisi i partecipanti al Meeting nazionale “per un’Europa di Pace”, hanno rilasciato e pubblicato una dichiarazione sugli &lt;em&gt;ultimi respingimenti illegali e inumani che sta effettuando il governo italiano…&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#66cccc;"&gt;&lt;strong&gt;Sottoscrivo pubblicamente questa dichiarazione, ma vorrei anche aggiungere qualcosa, anche se forse, come sempre ,il pensiero si perderà negli innumerevoli scritti del mondo virtuale, anche quello della pace.&lt;br /&gt;Gli ultimi fatti o prese di posizione Italiane e Mondiali in generale, per respingere il flusso umano delle migrazioni, vengono da molto lontano. Sono coltivati in un humus ideologico e pratico, a cui, inermi, assistiamo da tempo. Oggi recuperare il movimento dopo questa lunga atrofia mentale e di azione, è certamente più difficile per tutti. Oggi, infatti, si aggiungono giustificazioni sempre nuove, per auto-convincerci che è comunque meglio ammuragliare le possibili “città rifugio”. Oltre alla crisi attuale, invece, ci sono altri fattori, probabilmente più sottili.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#66cccc;"&gt;&lt;strong&gt;Intuizioni come quelle della pace, dei diritti umani, hanno sofferto enormi vuoti generazionali. Per troppo tempo questi temi sono stati gestiti da nobili e rispettabili patriarchi, senza coltivare un dialogo con le nuove generazioni. Abbiamo amministrato questi temi sempre da un punto di vista ideologico, ma oggi, l’ideologia non è più la parola magica o il criterio di giudizio o la prima ispirazione dell’agire delle persone e delle società. Così che, oggi come oggi, problematiche come la pace, i diritti umani sono orfane e, anche gli ultimi drammi sociali, come quelli ecologico-ambientali o quello dei flussi migratori postmoderni, si aggiungono a questa lista. Parliamo di problemi senza soggetti che li desiderino in un altro modo. Orfani dunque, o figli di anziane coppie ora mai al tramonto.&lt;br /&gt;I politici infatti, si sono appropriati di questi temi, senza preoccuparsi delle menti e delle intelligenze degli individui e soprattutto delle nuove generazioni. Questo è molto triste e questo rende il sogno sempre più lento e difficile. I diritti umani sono diventati pietra di inciampo della politica e non, quello che invece dovevano essere: la sua ispirazione. Lo stesso lo possiamo dire della pace e di ogni sottile prassi di vita a favore di questa umanità comune.&lt;br /&gt;Oggi, la crisi dell’economia mondiale, è certamente uno dei pilastri più sicuri, per giustificare la clausura delle nazioni, ma il problema comunque, viene ancora da molto più lontano. Ogni governo di turno infatti –per lo meno in Italia - ha contribuito a innalzare i muri, appropriandosi a volte delle ideologie del buon vivere, della giustizia sociale, della pace, senza creare nuovi soggetti politici e sociali. I diritti umani, la giustizia, la pace prima e le migrazioni e l’ambiente oggi, sono burattini in mano di vecchie e stantie ideologie, oltre tutto anche smemorate della propria storia. Non sappiamo più chi ha fatto nascere questi pensieri sciolti, senza principio né tempo, e li ha liberati perché appartenessero all’umano più umano.&lt;br /&gt;L’appello nasce da Assisi, oggi universo simbolico della pace e della giustizia, ma, tanti secoli fa, universo pratico, coltivato in atteggiamenti veri, ma anche in un modo di pensare, di vedere la storia partendo da una caleidoscopica sensibilità, capace di capovolgere le piatte visioni religiose ed antropocentriche del tempo. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#66cccc;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Il primo gesto urgente, oltre la denuncia, è restituire i temi della pace, i temi degli equilibri umani e ambientali, a tutti. Liberare questi elementi alchemici dell’esistenza umana, dai dibattiti delle lobby politiche di turno e dai loro satelliti di grupopuscoli di azione sociale.&lt;br /&gt;Il nodo di questi drammi è ancora una volta l’appropriazione dei diritti umani nelle mani di pochi. Oggi come oggi non si discute sui diritti, oggi come oggi si discute sempre su chi è il proprietario dei diritti e chi li deve gestire. Che siano diritti umani o diritti sulle risorse naturali, tutto si conclude intorno a chi li può possedere e gestire. Stiamo uccidendo la creatività umana perché tutto gira intorno alla logica della proprietà, unica possibilità di potere.&lt;br /&gt;I nostri stati stanno male, perché sono sempre meno le persone che gestiscono la vita: tutto è gestito, persino la mentalità. L’urgenza oggi non è solo una politica giusta, solidale, che si ricostruisce intorno alle problematiche esistenziali del vivere; l’urgenza è liberare questi temi dalle elite ideologiche di partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come possono le città essere “città di diritti umani”, se chi le governa ha passato gli ultimi anni a disputare un ipotetico potere, mostrando che, in fin dei conti è l’unica cosa che le interessa: una vera e propria erotica del potere. Il primo gesto urgente è togliere dalla mente delle persone che i diritti umani, la pace, ecc. sono ideologie sposate da alcune correnti o da alcuni partiti, e restituire queste problematiche all’ umano più umano. Elementi necessari per il futuro di una umanità che si è rivelata –per fortuna- quello che veramente è: sempre più multiple e complessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio ricordare qui uno stralcio del documento contro il razzismo firmato nel 2008 da diversi scienziati tra i quali il premio nobel per la Medicina Rita Levi Montalcini.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;… Gli imperi sono diventati tali grazie alla convivenza di popoli e culture diverse, ma sono improvvisamente collassati quando si sono frammentati. Cosi’ e’ avvenuto e avviene nelle nazioni con le guerre civili e quando, per arginare crisi, le minoranze sono state prese come capri espiatori. Il razzismo e’ suicida perche’ non colpisce solo gli appartenenti a popoli diversi ma gli stessi che lo praticano. La tendenza all’odio indiscriminato che lo alimenta, si estende per contagio ideale ad ogni alterita’ esterna o estranea rispetto ad una definizione sempre piu’ ristretta della "normalita’". Colpisce quelli che stanno "fuori dalle righe", i "folli", i "poveri di spirito", i gay e le lesbiche, i poeti, gli artisti, gli scrittori alternativi, tutti coloro che non sono omologabili a tipologie umane standard e che in realta’ permettono all’umanita’ di cambiare continuamente e quindi di vivere. Qualsiasi sistema vivente resta tale, infatti, solo se e’ capace di cambiarsi e noi esseri umani cambiamo sempre meno con i geni e sempre piu’ con le invenzioni dei nostri "benevolmente disordinati" cervelli. &lt;/em&gt;(Cf. http://www.ildialogo.org)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Questo testo mi evoca l’importanza e la urgenza di spiazzare queste problematiche da ogni ambito ideologico-politico e farle entrare sempre di più nei meandri delle sfere umane più umane, non solo dello spirito, ma anche del corpo. Nei meandri delle nostre cellule celebrali… ormonali…., perché, probabilmente, queste le possiamo ancora curare, mentre i vecchi e stantii modi di fare politica (anche se avvolta nelle bandiere della giustizia, della pace, dei diritti) no.&lt;br /&gt;Le "città dei diritti umani", vanno costruite nella faticoso parto formativo ed educativo, di essere umani nuovi. Forse per alcuni di noi potrebbe essere troppo tardi, ma per le nuove generazioni cresciute in un ambito sempre più planetario no. Lavoriamo questi temi con loro. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#66cccc;"&gt;&lt;strong&gt;Anche perché, &lt;em&gt;chi è arrivato da poco&lt;/em&gt;, come si scrive nel documento di Assisi, non ha solo il diritto a un piatto di minestra, e a un dormitorio, ma ha il diritto di pensare con i nostri figli, nipoti e pronipoti a un modo di vivere differente…&lt;br /&gt;Pretendiamo non solo rifugi per gli indifesi o espulsi dalle loro terre, ma rivendichiamo con insistenza riforme ideologiche nell’ambito educativo, tocchi a chi tocchi il potere di turno, visto che oggi in Italia la politica è solo una questione di turno… &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#66cccc;"&gt;A CONTINUAZIONE IL TESTO COMPLETO DEL DOCUMENTO DI ASSISI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#66cccc;"&gt;&lt;em&gt;Un governo senza umanità minaccia di toglierci la nostra umanità. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#66cccc;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;Questi fatti ci offendono&lt;br /&gt;e ci feriscono!&lt;br /&gt;Chi non riconosce i diritti degli altri non riconosce neanche i nostri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La decisione del governo italiano di respingere i disperati che fuggono dalla guerra, dalle torture, dalla fame e dalla miseria ci fa male, ci offende e ci ferisce. Non parliamo di immigrati ma di persone, donne, uomini e bambini. Hanno paura, freddo e fame. Ci chiedono asilo e protezione e li respingiamo senza pietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come italiani, proviamo vergogna. Nessun governo si può permettere di venire meno ai doveri di solidarietà, di accoglienza e di difesa dei diritti umani che sono iscritti nella nostra carta Costituzionale e nel diritto internazionale dei diritti umani. Nessun governo può togliere a nessuno il diritto al cibo, alla salute, all’istruzione, ad un lavoro dignitoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi fatti ci offendono e ci feriscono. Così come ci sentiamo offesi e feriti da tutte quelle leggi, quei provvedimenti, quelle dichiarazioni, quelle parole velenose che stanno alimentando nel nostro paese un clima di violenza, discriminazioni, intolleranza, insofferenza, razzismo, divisione e insicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un governo senza umanità minaccia di toglierci la nostra umanità. Non possiamo accettarlo. Senza umanità saremo tutti più poveri, insicuri e indifesi. Solo riconoscendo agli altri i diritti che vogliamo siano riconosciuti a noi, riusciremo a vivere meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo, mentre alcuni costruiscono muri e scavano fossati tra di noi e il resto del mondo, noi ci impegniamo ad aprire le nostre città e comunità locali, a renderle sempre più accoglienti e ospitali per tutti, per chi ci è nato e per chi è arrivato da poco. Le città in cui vogliamo vivere sono le città dei diritti umani. Città belle, accoglienti, dove si vive bene perché ci si aiuta l’un l’altro.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partecipanti al Meeting nazionale “per un’Europa di Pace” promosso dalla Tavola della pace e dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assisi, 10 maggio 2009&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-5266769202460347134?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/5266769202460347134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=5266769202460347134' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/5266769202460347134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/5266769202460347134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2009/05/appello-ai-diritti.html' title='Appello ai diritti'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/Sgw9ku7a1hI/AAAAAAAAAIw/zspSRTh_exg/s72-c/francesco.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-6561403192416750239</id><published>2009-04-10T18:27:00.000-07:00</published><updated>2009-04-10T19:45:17.363-07:00</updated><title type='text'>PASQUA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SeABq_OReUI/AAAAAAAAAIY/GAMsODmJr2c/s1600-h/volantone5wd.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5323256597589358914" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 197px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SeABq_OReUI/AAAAAAAAAIY/GAMsODmJr2c/s200/volantone5wd.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;&lt;strong&gt;Che cos’ è la Pasqua?&lt;/strong&gt; Una ricorrenza liturgica fissata nei canoni di due delle più conosciute Religioni (ebrea e cristiana) o un evento spirituale che svela e da valore alle inquietudini della vita? Che cosa è? Forse più simile ad un itinerario storico di un popolo, sospinto in differenti momenti nella ricerca di piccole o grandi liberazioni socio-esistenziali. Ma forse anche un evento, celebrato segretamente o pubblicamente in tutte quelle evoluzioni e rivoluzioni della biodiversità cosmica e umana, ogni volta che si torna a sentire un brivido di vita. O forse solo un sogno, coltivato nell’oscurità della notte, nell’inconscio collettivo e individuale. Una vera e propria presa di coscienza, come scintilla improvvisa che risveglia il desiderio di far ritornare la vita, là dove la voglia se n’è andata. O ancora un’intensa nostalgia di presenza che sospinge a preparare ancora qualcosa; o forse uno sforzo, un tremendo sforzo per continuare a vivere, ovunque, per non dar ragione alla morte nostra e degli altri… Insomma: che cos’ è la Pasqua? Per alcuni anche se il termine porta l’eco di una parola che fa parte dell’universo linguistico dell’ebreo biblico, si miscela con l’esperienza cristiana della resurrezione. E’ certo che nasce come sforzo, un parto difficile del tempo umano e divino, la sintonia di desideri e di sogni.&lt;br /&gt;E se invece di chiederci che cos’ è, ci domandassimo chi la sostiene: chi sostiene la Pasqua? Perché allora non chiederlo alle mamme e alle nonne dei “desaparecidos” delle dittature latinoamericane e mondiali. Perchè non chiederlo agli amici e amiche dei morti nelle ultime guerre strategiche dei terrorismi internazionali. Perché non chiederlo ai sopravvissuti degli uragani o dei terremoti, ai rifugiati dell’Africa o ai parenti orfani degli emigrati. Chi circola inquieto intorno agli spazi vuoti, forse oggi ci può ancora dire che cosa è la Pasqua e perché continuiamo a celebrarla, nonostante tutto. Chi cerca la propria e altrui dignità...Mi ritornano in mente le parole dell’antico inno pasquale: … &lt;em&gt;Dic nobis Maria quid vidisti in via?&lt;/em&gt; Dicci Maria chi hai visto lungo il cammino… E’ normale chiedere che cosa è la Pasqua a chi sta camminando, a chi sta cercando qualcuno o qualcosa nelle fibre più segrete della vita, nei suoi laboratori mentali o nei suoi sogni… Non lo chiediamo a chi pensa che la Pasqua è un dogma o una promessa lasciata alla fine della vita, ma lo chiediamo a chi inquieto non riesce a prendere sonno, perché manca qualcuno, perché qualcuno se n’è andato o perché la vita sembra essersi addormentata. E Maria risponde: &lt;em&gt;Sepulcrum Christi viventi set gloriam vidi resurgentis; angelicos testes, sudarium et vestes… &lt;/em&gt;Ho visto il sepolcro del Cristo vivente, gli angeli testimoni, il suo sudario, le sue vesti… Segni storici, sepolcri dei vivi, interminabili clausure di chi è vivente… Presenze lungo il cammino che gridano gli sforzi della vita di molti… ma anche qualcosa che apparteneva a chi ora è assente: le loro vesti i loro oggetti… Forse è questa per noi la Pasqua: continuiamo a chiedere lungo il cammino, non stanchiamoci di chiedere a chi cerca. I dogmi, le dottrine, stanno diventando insufficienti, come le ideologie…chiediamo ancora lungo il cammino, non stanchiamoci… Dunque: buona Pasqua… &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;&lt;strong&gt;A continuazione un appello reale che mi ricorda l’inno Pasquale:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#ffff66;"&gt;&lt;em&gt;Chicca Mariani, fondatrice delle Abuelas de Plaza de Mayo , (Nonne de la Plaza de Mayo- Argentina), è già molto anziana. Vuole riuscire a rincontrarsi con sua nipote. Aiutiamola a far sì che la sua lettera percorra il mondo e, in qualcuno si generino almeno dei dubbi…&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;Chicha Mariani, fundadora de Abuelas de Plaza de Mayo, ya está muy viejita. Quiere alcanzar a reencontrarse con su nieta. Ayudémosla a que su carta recorra el mundo y, en una de esas, genere dudas en alguien... Reenviemos la carta hasta al menos pensado. Que su llamado pueda recorrer nuevos circuitos, que no quede restringido a personas vinculadas a organizaciones de derechos humanos, que pueda llegar hasta Clara Anahí !!!! Gracias &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#99ffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;color:#ffff66;"&gt;Querida nieta:Soy tu abuela “chicha” Chorobik de Mariani, te busco desde él momento en que Etchecolatz Camps y su tropa mataron a tu madre y te secuestraron de tu hogar en la calle 30 #1134 de La Plata, República Argentina. Era el 24 de noviembre de 1976 y tenías 3 meses de edad. Desde ese momento con tu padre te buscamos hasta que a él también lo asesinaron.&lt;br /&gt;A pesar de que trataron de convencerme de que habías muerto en la balacera, yo sabía que estabas viva. Hoy está comprobado que sobreviviste y estás en poder de alguien. Ya tienes 32 años y tu número de documento probablemente sea cercano al 25.476.305 con el que te anotamos. Yo quisiera pedirte que busques fotos de cuando eras bebé y las compares con las que acompañan este texto.&lt;br /&gt;Quiero contarte que tu abuelo paterno se dedicó a la música y yo a las artes plásticas; que tus abuelos maternos se dedicaron a las ciencias, que tu mamá amaba la literatura y tu papá era licenciado en economía. Ambos tenían un gran sentido de la solidaridad y compromiso con la sociedad. Algo de todo esto tendrás en tus inclinaciones de vida porque, a pesar de que hayas sido criada en un hogar distinto, uno guarda internamente los genes de sus antepasados. Seguramente hay muchas preguntas sin respuesta que aletean en tu interior.&lt;br /&gt;A mis mas de 80 años mi aspiración es abrazarte y reconocerme en tu mirada, me gustaría que vinieras hacia mí para que esta larga búsqueda se concretara en el mayor anhelo que me mantiene en pie, el que nos encontremos.&lt;br /&gt;Clara Anahí, mientras te espero seguiré buscándote&lt;br /&gt;Te abraza, tu abuela “Chicha Mariani”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://excelencia-medica.com.ar/img/clara-mariani.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-6561403192416750239?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/6561403192416750239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=6561403192416750239' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/6561403192416750239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/6561403192416750239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2009/04/pasqua.html' title='PASQUA'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SeABq_OReUI/AAAAAAAAAIY/GAMsODmJr2c/s72-c/volantone5wd.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-6890821906303271790</id><published>2009-04-09T17:34:00.000-07:00</published><updated>2009-04-09T18:12:27.571-07:00</updated><title type='text'>LA MEMORIA DI DIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/Sd6aPww8hdI/AAAAAAAAAIQ/rH8WbT7lmfA/s1600-h/la-piramide-di-pietre.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322861405177415122" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/Sd6aPww8hdI/AAAAAAAAAIQ/rH8WbT7lmfA/s200/la-piramide-di-pietre.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;Nel calendario ufficiale un triduo, ma nella vita e nella storia della vulnerabilità umana e del cosmo, un tempo lunghissimo. Tre giorni…distillano come gocce, tra ricerca e interminabili attese. La solennità liturgica, le dogmatiche proclamazioni apparentemente sicure e trionfanti e i gesti in memoria di Lui, non riescono a calmare l’affanno di chi, come gli antichi discepoli, si muove inquieto e attonito tra lenzuoli che coprono l’assenza e frammenti di uno spazio improvvisamente spezzato. Chi ode il rumore del vuoto e sente il peso del silenzio, non visita simbolici sepolcri, ma continua irrequieto a scavare in questo strano plancton terrestre che ha accumulato per sé le più diverse energie di vita. Allora, capovolgiamo la liturgia.&lt;br /&gt;Chi oggi fa memoria della lentezza del tempo, del buio, e dell’affannato respiro umano, non siamo noi, ma è Lui e per questo, non ci stanchiamo di ripetere: ricordati… e crediamo che, la memoria che Dio ha della storia, è complice con le contrazioni della vita e ci sostiene. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-6890821906303271790?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/6890821906303271790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=6890821906303271790' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/6890821906303271790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/6890821906303271790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2009/04/la-memoria-di-dio.html' title='LA MEMORIA DI DIO'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/Sd6aPww8hdI/AAAAAAAAAIQ/rH8WbT7lmfA/s72-c/la-piramide-di-pietre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-5403765309720182310</id><published>2009-03-21T16:27:00.000-07:00</published><updated>2009-03-22T09:31:50.654-07:00</updated><title type='text'>LA TEOLOGIA ESCE...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/ScV-kOB3eqI/AAAAAAAAAII/CqzgofOi_7Y/s1600-h/JUNG.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315794095887055522" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 99px; CURSOR: hand; HEIGHT: 116px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/ScV-kOB3eqI/AAAAAAAAAII/CqzgofOi_7Y/s200/JUNG.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#66ffff;"&gt;Ogni pensiero quotidiano vaga inquieto negli spazi più reali dei bisogni esistenziali della vita di donne e uomini, oltre a quelli del cosmo e dilata quelle scieinze che sembrano occupare un posto delimitato e predefinito. Così, seguendo il pensiero e l'inquietudine, mi introduco in questi spazi ... per condividere l' ascolto e la parola con altri ed altre: &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#66ffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#66ffff;"&gt;Partecipazione al : V Congreso Mundial de Psicología Junguiana: Eros y Poder en la práctica clínica, la educación y la cultura, que se realizará en Santiago de Chile del 4 al 8 de Septiembre de 2009&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-5403765309720182310?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/5403765309720182310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=5403765309720182310' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/5403765309720182310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/5403765309720182310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2009/03/la-teologia-esce.html' title='LA TEOLOGIA ESCE...'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/ScV-kOB3eqI/AAAAAAAAAII/CqzgofOi_7Y/s72-c/JUNG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-2543547798180012116</id><published>2009-03-05T16:42:00.000-08:00</published><updated>2009-03-05T16:55:59.111-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SbBx4f6EORI/AAAAAAAAAIA/Xr_84wN6m_w/s1600-h/8NR5CACONLFKCAT9WAUTCANLNBLPCAPX9XYRCADWQ4FUCAYS73I9CAQBIKNGCACM8FNTCA4HGR1YCAKO9FJNCAOEJQ30CADI8V7MCAAOQE3KCAUFYD2CCATRNKMJCASC2ACYCAU3F1Z1CAT1SHYJ.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309869176121473298" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 142px; CURSOR: hand; HEIGHT: 113px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SbBx4f6EORI/AAAAAAAAAIA/Xr_84wN6m_w/s200/8NR5CACONLFKCAT9WAUTCANLNBLPCAPX9XYRCADWQ4FUCAYS73I9CAQBIKNGCACM8FNTCA4HGR1YCAKO9FJNCAOEJQ30CADI8V7MCAAOQE3KCAUFYD2CCATRNKMJCASC2ACYCAU3F1Z1CAT1SHYJ.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffff66;"&gt;... Bisognerebbe essere un po' alchimisti, maghi e poeti per poter solidarizzare con tutti coloro che nonostante tutto  hanno speranza e pensano, creano e ricreano la storia tutti i giorni... (Antonietta Potente)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-2543547798180012116?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/2543547798180012116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=2543547798180012116' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/2543547798180012116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/2543547798180012116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2009/03/blog-post.html' title=''/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SbBx4f6EORI/AAAAAAAAAIA/Xr_84wN6m_w/s72-c/8NR5CACONLFKCAT9WAUTCANLNBLPCAPX9XYRCADWQ4FUCAYS73I9CAQBIKNGCACM8FNTCA4HGR1YCAKO9FJNCAOEJQ30CADI8V7MCAAOQE3KCAUFYD2CCATRNKMJCASC2ACYCAU3F1Z1CAT1SHYJ.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-1300169682181997934</id><published>2009-03-05T16:07:00.000-08:00</published><updated>2009-03-05T16:42:25.501-08:00</updated><title type='text'>…E RESTIAMO SVEGLI SUL TEMPO STORICO CHE CI SOSPINGE</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:85%;"&gt;Che è un oceano?&lt;br /&gt;Il mare è solo un lungo sogno&lt;br /&gt;che sta sognando la terra&lt;br /&gt;tra altalene di soli…&lt;br /&gt;E’ il sogno della terra addormentata su una fiamma…&lt;br /&gt;E che cos’è un sogno ? Un sogno…vediamo…un sogno…&lt;br /&gt;Lasciamo la lezione per domani…&lt;br /&gt;(Dulce Marìa Loynaz. Poetessa Cubana)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;font-size:85%;color:#000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#66ffff;"&gt;Osservo gli ultimi movimenti che si delineano in questa parte di storia dove vivo (Bolivia); percepisco l’importanza di questo tempo, il peso che può gravare sulla vita di tante donne e uomini comuni, bagnati una o più volte in battesimi di sangue e fango, sabbia, roccia, sole e pioggia, per poter incontrare l’arte della vita e il diritto a plasmare il proprio destino.&lt;br /&gt;Scelgo un avvenimento tra tanti, più o meno nitidi; uno di quelli che ha avuto ripercussioni internazionali: la vittoria del “Si” e dunque l’approvazione della nuova Costituzione politica dello Stato Boliviano. Uno Stato, come scandisce lo stesso testo: plurinazionale e multietnico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ogni avvenimento sociopolitico, anche questo provoca echi differenti, sia a livello nazionale che internazionale, ma personalmente non voglio commentare questa nuova possibilità a cui siamo giunti come popolo, ma piuttosto raccolgo alcune domande che, come nel poema che introduce le mie riflessioni, sottendono costantemente la vita e, anche in questo caso, guai se smettessimo di formularle, anche se fosse solo, nel segreto introspettivo delle nostre storie. Che cos’è…un oceano…un mare…una terra addormentata…un sogno. Non a caso ho scelto una poetessa che fa parte della tradizione culturale cubana; non a caso raccolgo il suo eco lasciato nel tempo, ancora più in là del suo sogno o della sua stessa vita e di quella della sua isola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sempre e, sempre più volutamente, le mie riflessioni resteranno sospese nel tempo presente e, come canta questo bellissimo poema…lasceranno la risposta per domani…, così come ogni sogno, davanti a una più o meno certa realizzazione, non cesserà mai di accompagnarci e inseguirci in ogni giorno che ha ancora da venire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli echi storici&lt;br /&gt;So molto bene che, dovuto alla situazione politica europea e soprattutto italiana, ogni intuizione di cambio alternativo nel panorama politico mondiale, sembra rianimare il respiro di chi sogna ancora una politica diversa da quella che, da anni, si è consolidata nel potere economico e sociale del neoliberalismo postmoderno.&lt;br /&gt;Per questo, capisco che ogni eco che arriva agli orecchi dei sensibili uditori assetati di nuove macro e micro strategie politiche, solleva gli animi e crea un alone di speranza, soprattutto in quelle persone o gruppi che hanno sempre accompagnato processi di autodeterminazione dei popoli in differenti continenti e con differenti soggetti. E’ dunque normale, che i successi sociali di popolazioni con maggioranza indigena, o la introduzione di nuovi attori politici nel panorama mondiale, come per esempio Obama, facciano pensare alla realizzazione di un sogno. E’ normale anche che, per lo meno gli ambiti di tradizione di sinistra, guardino con interesse il capillare movimento politico dei popoli latinoamericani, tra riflessioni metafisiche e prassi alternative di vita e di economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è proprio dal panorama Latinoamericano che, ormai da un po’ di anni, giungono, anche se in modo diverso, echi di cambio. Tutti guardiamo con simpatia e speranza alle quotidiane metamorfosi di paesi come Bolivia, Ecuador, Paraguay, Brasile, convocati e assistiti da un Venezuela sempre più “primo attore”. Nonostante tutto ciò, anche queste nazioni coinvolte in processi politici che attirano l’attenzione e alimentano la speranza di molti, in realtà restano ancora avvolti in correnti che in qualche modo bloccano il cammino vincolandole tra vecchio e nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse è per questo che, chi sta da questa parte del mondo, chi ha percepito i primi movimenti strategici di moltitudini di persone nelle loro quotidiane rivendicazioni, tra sogni di dignità e benessere, tra ancestrali fedeltà e nuove strategie economiche e sociali, percepisce che il cammino è ancora lungo. Chi ha visto infatti da vicino e ha avvertito sulla propria pelle e su quella degli altri una sensazione di brivido, vedendo varie volte l’alternarsi di presidenti o interi governi, nel giro di pochi mesi, giorni, ore o secondi, è probabilmente soggetto a una visione più critica su quello che accade nel mondo e anche nel mondo latinoamericano e, certamente non si pacifica e non si accontenta di vedere riuniti i capi di stato di questi paesi emergenti, o ascoltare i loro discorsi, anche quando tra di loro tracciano un’unica trama e una sola strategia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ proprio su questo punto che irrompono i versi della poetessa cubana e soprattutto l’ultima parte…il sogno…la risposta lasciata per domani…Così che, se pur persistendo e appoggiando i sogni segreti e i concreti processi di cambio e, continuando a contrapporsi energicamente e criticamente a coloro che invece vogliono sviare questi processi e indebolire ogni tentativo alternativo. Mantengo infatti una sottesa nostalgia per qualcosa che, per ora, abbiamo solo visto o…salutato da lontano, come dichiara il testo biblico neotestamentario della lettera agli Ebrei (Cf. Eb 11).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fantasma del populismo&lt;br /&gt;Circondata dunque da questi processi ancora in atto, vivendo notti inquiete che alimentano pensieri, paure, ma anche ulteriori sogni, mi ritorna in mente un antico testo profetico, a mio avviso molto interessante in questa congiuntura latinoamericana. Mi riferisco ad alcuni versetti del libro profetico di Daniele; una sorta di lamentazione di cui, oggi, come allora, forse non abbiamo ancora compreso il vero significato e la sua potenzialità mistico-politica. nella crescita di un popolo e di una umanità in cerca del riconoscimento della propria maturità, come direbbe Bonhoeffer: un mondo maggiorenne. Ed è proprio stando da questa parte di mondo che oggi come oggi, ritorna questa immagine biblica come una sfida silenziosa e perenne lanciata ai nuovi attori politici o alla politica in generale, una politica che sembra cadere nelle stesse trame di sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo a cui faccio riferimento è quello di Daniele 3,38: …ora non c’è più tra di noi principe, profeta o caudillo, sacerdote e olocausto, sacrificio, oblazione né incenso né un luogo dove possiamo offrire le nostre primizie..&lt;br /&gt;Questo testo, probabilmente raccolto da una lunga litania di dolore, e ricordato sempre in momenti considerati drammatici lungo il cammino di un popolo in ricerca di liberazione, in realtà, a mio parere, sottende qualcosa di molto più profondo e ispiratore. Forse potrebbe diventare una e vera e propria critica a una mentalità che in realtà soggiace dentro ogni visione politica e religiosa di tipo soteriologico (salvatrice)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, sembra quasi che in ogni processo di liberazione, di crescita e di corresponsabilità socioeconomica, non riusciamo a pensarci senza nessuno che ci guidi, che faccia le veci di noi stessi e delle nostre responsabilità. Sembra quasi che allora, come oggi, tutti cerchiamo comunque e sempre un rappresentante, un mediatore, un leader, qualcuno che guidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi riferisco a processi di cambio che, in un modo o nell’altro, ricadono in un certo caudillismo o populismo che in fin dei conti è un nuovo processo di dominazione di pochi su una immensità che nessuno può contare e che comunque è la unica e vera protagonista di evoluzioni e rivoluzioni storiche economiche e politiche da cui sono nati questi stessi principi, sacerdoti e caudillos .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’arte della sopravvivenza alternativa dei popoli, resta un mistero che sottende, qualcosa che, per esempio, dal punto di vista teologico, leggeremmo come una e vera e propria opera alternativa di un sogno divino che come nella genesi dei tempi, sorvolava le acque e creava ancora più caos fino a partorire infinite e differenti esistenze. E’ comunque certo che quest’arte alternativa non è sinonimo di perfezione o assenza di ambiguità, ma solo teatro di sempre nuove possibili alternative e cambi. E probabilmente è su questo piano che si gioca la lamentazione del profeta. Pensare che il popolo abbia sempre bisogno di persone che facciano da mediatori e quindi da leader politici o religiosi. Da questa lamentazione sembra proprio che non riusciamo mai a stare senza distaccate o evidenti figure istituzionali che ci rappresentino. In questa prospettiva sembra che cadiamo tutti e destra e sinistra si assomigliano e coincidono, così come coincidono istituzioni religiose e politiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre il mondo che si considera adulto e cerca bene o male di togliersi di dosso ogni dipendenza, dottrinale, ideologica, il sistema politico anche quello che si presenta come alternativo ai vecchi sistemi, non riesce a inventarsi e pensarsi in un altro modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così che il lamento del profeta che nel quadro biblico si potrebbe anche capire, visto ciò che significavano quei ruoli nell’universo simbolico del popolo di Israele, oggi come oggi, lo potremmo rileggere in un altro modo. Una storia, infatti, che si continua a pensare rappresentata da capi, sacerdoti o profeti non è ancora una società veramente responsabile e creativa. Anzi questi processi assumono un aspetto molto ambiguo rivestendo i processi di liberazione di un tono profondamente populista e sappiamo che ogni populismo è comunque negativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, senza retrocedere o negare i parti storici latinoamericani, sentiamo che il momento che viviamo non è un nuovo ordine politico, ma un tentativo ancora molto lontano da quella che può essere una possibilità alternativa. In realtà anche qui, non abbiamo trovato ancora un altro modo di far politica. Eravamo fiduciosi in sapienze alternative, gestioni differenti della vita e visioni del cosmo diverse. Come donna, in realtà, questa critica e questa paura, la attribuisco a che il modello sociopolitico comune è comunque un modello che fa parte dell’immaginario collettivo maschile di cui, dopo secoli, non possiamo ancora liberarci. Ogni rivoluzione ed evoluzione ci sembra possibile solo se portata avanti da questi rappresentanti maschili. E’ sintomatico nella profezia di Daniele, come questa lamentazione gira intorno alla mancanza di leader maschili. Così oggi come oggi, la politica latinoamericana soffre ancora questo pericolo; sembra che l’essere umano abbia bisogno di recuperare i suoi eroi, indigeni o meticci, ma comunque leader che si sentono rappresentanti di una moltitudine , dentro processi che per ora assicurano la sopravvivenza ma non sono ancora una vera possibilità alternativa. Senza sottovalutare niente di questi processi in atto nel mondo, non guardiamo la realtà come se queste fossero vere e proprie visioni di liberazione, ma piuttosto, restiamo critici, sentendo che per ora abbiamo solo intravisto qualcosa e che questi sono processi di transizione che vanno accompagnati e che hanno bisogno non solo di sostegno o solidarietà economica e politica, ma di un acuto senso critico e una ascetica vigilanza per non abbandonare un sogno dove prima o poi davvero e per fortuna, non ci saranno più profeti, né principi, né sacerdoti… né luoghi privilegiati per ottenere mediazioni particolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So benissimo che queste opinioni sono discutibili e che probabilmente per quelle persone che leggono alcune riviste o alcune pagine web, possono risultare riflessioni pericolose visto che, dopo il forum mondiale tutti continuiamo a pensare che abbiamo già trovato spazi alternativi e che i popoli sono coscienti di questi processi di cambio e soprattutto di ciò che questi processi comportano. Ma la mia inquietudine continua, perché ciò che rende questi processi più deboli non sono solo le minacce esterne, le ambigue politiche internazionali e i giochi economici degli organismi finanziari o la piovra dei poteri di entità transnazionali con le loro mafie politiche affiancate anche da quelle religiose. Ciò che rende precari i nostri processi alternativi sono anche alcuni fattori interni, come per esempio un certo caudillismo politico, o modelli ora mai obsoleti nell’immaginario individuale dell’essere umano posmoderrno e soprattutto delle fasce culturali di altre provenienze e in quelle fasce più giovani, ma che in realtà restano in vigenza nel quadro politico più comune,. Forse ancora una volta la vittoria delle opposizioni a ogni cambio è proprio questa, far sì che per difendersi, anche questi attori politici che sembrano alternativi, tornino alle vecchie posizioni populiste, con sapore militare, con sapore a welfar state , qualcosa che assicura la mediocrità di ogni cittadino, qualcosa che comunque perpetua relazioni ambigue tra i generi, qualcosa che comunque serve per educare a una visione del mondo profondamente ristretta, fuori da ogni parto di dialogo storico, dove l’individuo senza le solite strutture sociali non è niente ed entra in preda di una depressione politica e sociale oltre che psicologica. Errori che si ripetono incessantemente, anche se gli uni accusano gli altri di averli propiziati, da un lato proprio in questi paesi dove comunque la maggioranza è sempre stata in balia di credi religiosi o politici con annunci assistenziali di liberazione che, in realtà, hanno fatto sì che la coscienza umana restasse legata al filo della dipendenza, e dell’infanzia spirituale e sociale, proprio perché chi assicurava la liberazione e la vita era comunque un intermediario, un mediatore e se rappresentante del sesso maschile, meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, mentre i processi di autodeterminazione dei popoli si sono intensificati ciò che non si è intensificato è la struttura di questo processo che comunque segue sempre gli stessi parametri e dunque tiene, gli stessi rischi, cadendo in una prassi che più che assumere i colori di un processo di autonomia dell’essere umano, sembra restare costantemente ancorato a quello stato primordiale di bisogno che ha fatto dell’essere umano un essere religioso, ma decisamente non mistico o delle sue intuizioni sociopolitiche un eterno ritorno simile a quello dell’olimpo degli dei greci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ci piacerebbe invece, pronunciare questa lamentazione al rovescio:…per fortuna oggi non abbiamo più principe, profeta, sacerdote…perché come si sognava in un altro testo biblico, per bocca del profeta Gioele, tutti hanno la possibilità di sognare: anziani e giovani, liberi e schiavi divenuti liberi… (Cf. Gio 3,1-2-).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse questa è una anarchica illusione, può darsi, ma è comunque una intuizione di chi continua a credere nei parti di sopravvivenza di donne e uomini comuni, nei percorsi della ricerca e dell’osare umano, nel desiderio di sfociare in altre dinamiche di resistenza e di vita, perché, come direbbe il filosofo Edgar Morin la prosa ci fa solo sopravvivere mentre la poesia invece, ci fa vivere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo, ci sembra che la politica sia ancora legata alla prosa e che ogni cambio, in fin dei conti ci porta alla mediocrità di essere cittadini, indigeni o meticci, ma comunque mediocri cittadini assicurati dalla certezza che qualcuno penserà e veglierà su di noi e ci assicurerà la sopravvivenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ‘antica dialettica dunque, tra la mediocrità di una storia che mi assicura sopravvivere e la creatività di un sogno che risveglia costantemente, come ispirazione poetica, per poter vivere e non solo sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Europa come sempre, soprattutto la sinistra, forse guarda con speranza a questi movimenti con sapore rivoluzionario dei popoli, forse anche per consolarsi o per tranquillizzare la propria coscienza dopo il fallimento di una politica nazionale ed estera decisamente mal gestita. E così, oggi come oggi a questo sogno si è aggiunto anche il mito di Obama con tutto ciò che questa persona rappresenta nell’identità individuale e collettiva della complessità nordamericana. Ma nella vita concreta di chi davvero ha lottato in lunghi e inquietanti dormiveglia e più volte, ha attraversando i sentieri del limite e della sopravvivenza, il mito non basta più. Così come non gli basta più il senso di un immaginario collettivo, perché vuole camminare ancora con le sue proprie gambe. E’ così che la sua creativa resistenza scompiglia le correnti sicure e statiche dei venti che nacquero come moti vorticosi incontenibili ma che la ufficialità li ha resi ripetitivi e piatti, come coltri pesanti sul cammino dei popoli. Riconosciamo dunque che noi esseri umani ci muoviamo ancora nell’ottusa visione di chi coloro che pensano che gli altri hanno sempre bisogno di qualcuno e così abbiamo costruito i nostri universi simbolici individuali e collettivi e atrofizziamo il sogno, per fortuna esiste una incoscienza totale, che sospinge i sogni e trasforma le notti in spazi di significative ricerche e di inquietanti attese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restiamo dunque attenti, attente, come testimoni di un sogno che si muove nell’esistenza di donne e uomini comuni che, probabilmente, senza conoscere tutta la storia ideologica dei partiti e delle correnti politiche, ha il bellissimo sentore di una “altra vita possibile”, un ‘altra storia, un ‘altra logica, altri rapporti, altri scambi, altri progetti istituzionali, altre leggi e altri cammini culturali e sapienziali di questa sinergica storia ecoantropologica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-1300169682181997934?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/1300169682181997934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=1300169682181997934' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1300169682181997934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1300169682181997934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2009/03/e-restiamo-svegli-sul-tempo-storico-che.html' title='…E RESTIAMO SVEGLI SUL TEMPO STORICO CHE CI SOSPINGE'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-8302285481866963218</id><published>2008-12-23T13:48:00.000-08:00</published><updated>2008-12-23T13:57:49.537-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SVFdqXIztII/AAAAAAAAAH0/kpRrTVo9FuY/s1600-h/candela.jpg"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283106820229149826" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 160px; CURSOR: hand; HEIGHT: 120px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SVFdqXIztII/AAAAAAAAAH0/kpRrTVo9FuY/s200/candela.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;NATALE?…LA QUESTIONE DEL TEMPO&lt;/span&gt; .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;Il Natale? Un tempo cronologico? Un tempo liturgico-teologico? O forse solo l'unico tempo bevuto nel distillare dei giorni. Quello stesso e identico tempo irriflessivo, vissuto, prima di ogni pensiero e teoria. Esperienza individuale e collettiva, psicologica e sociale. Tempo nomade o sedentario, ciclico, o in divenire; evoluzione o eterno ritorno. Tempo raccolto in frammenti per farlo più sacro e proteggerlo da qualcosa e qualcuno che lo potrebbe svilire, sciupare. Ma comunque e sempre tempo, anche se a volte, alcuni dei suoi singoli frammenti appaiono più luminosi o preziosi di altri. Tempo di gioie e stanchezze, tempo di sole o di piogge.Riconoscimento ancestrale dei più o meno aggraziati movimenti del cosmo e delle sue atmosfere, movimenti che, in quasi tutte le culture, coincidevano con i movimenti divini. Così anche il 25 dicembre…un Solstizio, inizio di un evento differente, verso l'estate o verso l'inverno, secondo da che punto di vista geografico lo guardiamo. Evoluzione di minuti che permettono alla luce di restare più a lungo con noi o di andarsene prima, ma comunque sempre frammenti per poter vivere e imparare a vivere. Solstizio, dal latino solstitium, cioè il fermarsi del sole,  per poi riprendere il cammino verso… o invertire la rotta… Memoria della divinità o, dopo la caduta del impero Romano, memoria del figlio di Dio. Pienezza del tempo, come si legge nella lettera scritta da Paolo, alla comunità di Galizia (Cf. Ga 4,4).Ricerca di una dimensione e di un senso che siano sempre meno cronologici e che dilatino le coordinate geografiche imposte dagli dei e dagli imperi umani per poter riconoscere i più segreti dolori del parto di tanti uomini e donne che tutti i giorni sanno quanto costa o cosa significa far nascere qualcuno o qualcosa: un sogno, un' idea, una pianta, un lavoro...  Ma anche sforzo di tutta la biodiversità che accompagna anche le nostre più segrete evoluzioni storiche e permette al Solstizio di riprendere il suo corso. Allora sì dalla Bolivia: &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Buon Natale a tutti e a tutto.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#33cc00;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Antonietta Potente o.p - comunità.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-8302285481866963218?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/8302285481866963218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=8302285481866963218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/8302285481866963218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/8302285481866963218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2008/12/natalela-questione-del-tempo.html' title=''/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SVFdqXIztII/AAAAAAAAAH0/kpRrTVo9FuY/s72-c/candela.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-1803609302467858401</id><published>2008-11-26T14:06:00.000-08:00</published><updated>2008-11-29T05:26:19.375-08:00</updated><title type='text'>INTROMETTENDOMI NEL DIALOGO TRA IL SENATORE MARCELLO PERA E BENEDETTO XVI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SS3J3-VQafI/AAAAAAAAAF8/zem6U0B7cW0/s1600-h/anto+nera.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273092702182861298" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SS3J3-VQafI/AAAAAAAAAF8/zem6U0B7cW0/s320/anto+nera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;color:#ffcc99;"&gt;Ci sono dei momenti storici nei quali le idee sembrano seguire il flusso di movimenti ondulatori e irrompere sulle rive come se non se ne fossero mai andate. Anche se coscienti dei molteplici cambi epocali, ci sono visioni del mondo che paiono preferire gli eterni ritorni delle più certe sistematizzazioni ideologiche e dottrinali, in nome di una fedeltà che rende la maggioranza numerica di noi poveri mortali, insensati e moralmente peccatori. Certamente la nostra epoca è complessa; certamente le coordinate storiche su cui ci muoviamo, a volte sembrano essere molto disordinate. Nonostante questo, ogni lettura storica che fa dell’umanità e dell’epoca attuale uno spazio di totale contraddittorietà, dove, secondo questa visione, tutti camminiamo ambiguamente, abbagliati dalla luce della superficialità, mi sembra davvero riprovevole, oltre che suscitare in me, una profonda tristezza. A chi mi riferisco? All’eco che già c’è giunto via Corriere della Sera, in una lettera di Benedetto XVI, che raccoglie la trama principale della pubblicazione del libro del senatore e filosofo Marcello Pera, dal titolo: Perché dobbiamo dirci cristiani (Mondadori Editore).&lt;br /&gt;Non voglio e non posso ancora addentrarmi nei dettagli del contenuto del libro, ma voglio farlo riguardo alla lettera che accompagna il testo di Marcello Pera, resa pubblica il 23 di novembre, pochi giorni fa, e che probabilmente è, allo stesso tempo, cassa di risonanza e ispirazione, poiché non è la prima volta che i due autori fanno un concerto a quattro mani su temi socio-culturali e religiosi (Vedi: Senza radici. Mondadori 2004). Per ora, dunque, è solo la lettera di Joseph Ratzinger che provoca in me alcuni sentimenti e alcuni pensieri. Raccolgo dunque alcuni frammenti, per poi lasciare libero l’eco interiore che hanno suscitato in me.&lt;br /&gt;Il primo frammento è con riferimento alle radici del liberalismo che si alimentano –secondo Ratzinger - nell’immagine cristiana di Dio. Non voglio fare un riassunto su ciò che s’intende per “liberalismo”e soprattutto sulle sue multipli sfaccettature assunte lungo la storia, ma ritengo inconsueto sentire affermare, senza ombra di critica, che il liberalismo è la condizione ideale per una cultura veramente cristiana. Forse questo mi appare ancora più strano, sapendo che Benedetto XVI sta commentando il testo di Marcello Pera, uno degli esponenti di quelle correnti politiche che hanno scalpellato gli ideali liberali fino a renderli a immagine e somiglianza di quelli dell’economia neoliberale. Il liberalismo italiano, pronipote del liberalismo anglosassone nato alla fine del secolo XVII e rappresentato, in Inghilterra, da David Hume, Adam Smith, Edmund Burke ed altri.&lt;br /&gt;Com’è possibile affrettarci per trovare sintonie tra cristianesimo e liberalismo e dubitare , invece, su possibili dialoghi con culture e religioni di altre geografie storiche ed esistenziali? Com’è possibile cercare complicità, senza ombra di dubbio e senza paura, tra il messaggio cristiano e quello del liberalismo europeo e avere, invece, tanti dubbi e tanta paura quando si tratta di leggere il parto storico d’intere società e culture di fronte alla complessità e alle sue nuove esigenze vitali?&lt;br /&gt;Com’è possibile benedire e affiancarsi al sogno di chi pensa a una Costituzione europea in cui l’Europa non si trasformi in una realtà cosmopolita, ma trovi, a partire dal suo fondamento cristiano-liberale, la sua propria identità?&lt;br /&gt;Forse il concetto dell’ecumene evangelico, non corrisponde alla realtà cosmopolita di un’Europa interrogata da altre culture e da altre religioni? O forse Benedetto XVI si è dimenticato che questo flusso e riflusso di persone, culture e religioni è dovuto anche agli ideali imposti di un certo liberalismo culturale e neoliberalismo economico e politico de nostri giorni, che sospingono interi popoli a sottomettersi agli imperativi sociali e ai miti culturali dei paesi così detti sviluppati?&lt;br /&gt;Che cosa succede? Com’è possibile che chi, come rappresentante di una confessione religiosa che dovrebbe sostenere il sogno dell’estensione del pensiero, della comprensione delle idee e della sintonia dei gesti, appoggi, invece, con convincimento, che un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile ? Qual è secondo Ratzinger il dialogo interreligioso in senso stretto…? Perché, forse ne esiste uno in senso largo?&lt;br /&gt;Infatti, il dialogo vero non si gioca nelle sfere più alte, perché la vita non è in gioco nelle sfere più alte delle nostre istituzioni, politiche e religiose, di per sé già morte. La vita è in gioco nei meandri più quotidiani di questa società europea in cui le persone cercano di dialogare non per mantenere privilegi e poteri, ma semplicemente per vivere, giorno dopo giorno. E sono questi gli ambiti in cui la fede sussiste comunque, tra cosmovisioni e gesti diversi, perché sussiste la voglia di vivere e la ricerca costante per abitare il mondo in un altro modo.&lt;br /&gt;E’ vero, forse il cristianesimo potrebbe contribuire a questo nuovo volto dell’Europa, ma mi domando quale cristianesimo? Leggendo tra le righe, mi accorgo che Ratzinger, se avesse scritto più a lungo, avrebbe fatto ulteriori distinzioni e non solo sulle religioni, ma sull’unico specifico cristiano che, secondo lui può contribuire, cioè il cattolicesimo.&lt;br /&gt;E allora gli altri, con le loro sapienze, esperienze, con le loro ricerche di Dio, di se stessi, della storia; questi altri che? Forse le loro evoluzioni, rivoluzioni e rivelazioni non servono, non contano, sono assurde? Ma questo mondo postmoderno è così cattivo?&lt;br /&gt;Ma la teologia cattolica, non ha mai il dubbio della sua insufficienza? Quale privilegio abbiamo? Pazienza che questi dettagli non siano colti dal senatore Pera, ma un rappresentante di una chiesa e per di più un teologo: com’è possibile?&lt;br /&gt;Allora, se scruto e mi soffermo, mi ritornano in mente le parole della figlia di una mia amica (una bambina di circa 9/10 anni) che una sera mi domandò cosa significavano le ombre, nell’allegoria della caverna di Platone. E’ vero, forse c’è bisogno di ricordare quest’allegoria e tentare una semantica del testo, per capire cosa succede nella teologia della chiesa cattolica.&lt;br /&gt;Dei prigionieri sono legati in modo che possono vedere soltanto la parete di una caverna. Un grande fuoco, dal dietro, proietta delle ombre sulla parete. Che cosa vedono i prigionieri? Essi vedono le ombre proiettate dai loro corpi o da qualsiasi oggetto o sagoma che si proietti sulla parete. In poche parole, i prigionieri non possono vedere oggetti reali, ma osservano solo ombre bidimensionali proiettate da oggetti che, in realtà, non possono vedere veramente. Ed è per questo che non potendo vedere le cause reali delle ombre, i prigionieri pensano che le ombre sono l’unica vera realtà.&lt;br /&gt;Sappiamo che l’antico filosofo, nel proporre l’allegoria, sperava di scoprire alcune proprietà del “mondo delle forme”. Oggi, quest’allegoria è divenuta molto importante anche per la fisica e, la fisica, ci aiuta a capire che ciò che vedono i prigionieri sono immagini bidimensionali , così che, loro, pensano che il mondo è solo bidimensionale. Questo, a mio avviso è il problema del pensiero teologico e della cultura europea di matrice cristiana oggi. Pensiamo di continuare a vivere in un mondo bidimensionale di cui ci assicuriamo conoscere tutto, anche se in realtà sono solo ombre, riflessi. Ma oggi, la storia, precisamente in quest’autoriscoperta delle identità, si mostra in tutta la sua complessità e dunque diversità. Le culture sono espressione di una molteplicità d’individui, categorie sociali, soggetti di genere diverso, visioni del cosmo. La rivendicazione che il mondo oggi fa della sua maturità e dei suoi impulsi, non è un peccato deplorevole, ma piuttosto un’ iniziativa mistica, dal di dentro dell’essere umano, che si riscopre degno di prendere iniziativa e soprattutto desideroso di non abbandonare la storia per raggiungere l’essenza di sé, della verità e del mondo intero. Il mondo, oggi, non è più bidimensionale e forse la scienza potrebbe dirci qualcosa su queste inquietudini religiose e culturali dell’Europa.&lt;br /&gt;E’ per questo che restiamo perplessi di fronte alle opinioni di un rappresentante religioso che non sostiene l’osato sogno di chi nella storia di oggi, con fatica, osa uscire dall’idea o dall’esperienza fatta nella caverna e, uscendo, percepisce altre dimensioni. Personalmente penso che cercare altre persone, altre idee, altri lineamenti, non solo storici ma anche trascendentali per ritessere la trama della vita sociale, affettiva, spirituale e politica dell’umanità, non significa perdere l’identità del proprio credo. Mentre invece mi sembra che precluderci al dialogo è un vero e proprio precluderci al mistero, alla rivelazione, alla complicità divina con l’umanità e la sua biodiversità cosmica. Certamente questo non è un cammino facile, certamente questo non è il frutto d’incontri sociali e politici, oltre che religiosi, che si fondano sulle logiche dei privilegi, a cui la chiesa cattolica, nel mondo intero, è da sempre abituata; logiche economiche, di potere, in nome del riconoscimento della propria fede.&lt;br /&gt;Si tratta di un parto, di veri e propri dolori di parto; sono sforzi quotidiani, di cui forse chi sta in certi luoghi e legge la storia da un certo punto di vista, si è dimenticato o non ha mai conosciuto. Vivere le diversità costa, ha dei prezzi molto alti. Certamente è più facile omologare o meglio dominare, con un pensiero unico e testimoniare le scintille del vero con un’unica esperienza. Quando è così, forse finiscono i dolori del parto della creatività umana, ma anche, finiscono i sogni di tutti quei cambi storici reali e, invece, si riconduce tutto all’eterno ritorno dell’olimpo divino dei poteri religiosi e sociali.&lt;br /&gt;Comunque, potremmo discutere fino all’infinito su questa lettura e interpretazione della storia e della vita, ma almeno facessimo memoria di qualcosa di molto semplice, che riguarda proprio le radici cosmopolite del cristianesimo primitivo, quelle raccontate dagli Atti degli Apostoli, quelle raccontate da Paolo. Forse tutti contesti ancora più bidimensionali di quelli che conosciamo noi oggi, ma che nonostante tutto, hanno permesso al cristianesimo di alimentarsi anche nelle circostanze più complesse e diverse, proprio nella sua caratteristica fondamentale di passione profonda per la riconciliazione. Una passione che rende la teologia più apofatica, nel suo insufficiente linguaggio e per questo in ricerca, tra visione, ascolto e nostalgia per l’assenza, l’Assente e gli assenti. Un progressivo itinerario di svelamento di linguaggi alternativi, che curino le rughe non solo dell’umanità, ma anche di questa comunità credente cattolica prigioniera delle ombre. Mi auguro che qualcuno, uscendo dalla caverna, torni e ci racconti le multipli dimensioni della realtà e così continueremo a cercare, noi stessi e Dio che, secondo la visione di Ratzinger e Marcello Pera, sembra essere così estraneo alle nostre fatiche e timide comprensioni della vita. Personalmente spero che, ancora una volta, tutti coloro che bramiamo e osiamo il mondo in un altro modo, si sia perdonati per avere amato troppo e per aver dedicato la vita a cercarci reciprocamente e a cercare. Se oggi, la figlia della mia amica, torna a rifarmi la domanda, le risponderò che ogni ombra evoca qualcosa di più, non solo quello che ci sta dietro, ma quello che ci sta davanti e che sta fuori e che lei e solo lei, per essere fedele, dovrà scoprire con altre e altri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-1803609302467858401?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/1803609302467858401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=1803609302467858401' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1803609302467858401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1803609302467858401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2008/11/intromettendomi-nel-dialogo-tra-il.html' title='INTROMETTENDOMI NEL DIALOGO TRA IL SENATORE MARCELLO PERA E BENEDETTO XVI'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SS3J3-VQafI/AAAAAAAAAF8/zem6U0B7cW0/s72-c/anto+nera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-1423527771701552241</id><published>2008-10-07T02:22:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:21:34.642-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SS3K-6wG4XI/AAAAAAAAAGM/hDm_c2NOV2g/s1600-h/stalattite.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273093920992452978" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 160px; CURSOR: hand; HEIGHT: 160px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SS3K-6wG4XI/AAAAAAAAAGM/hDm_c2NOV2g/s320/stalattite.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ffffcc;"&gt;Qualcosa di più di semplici notizie&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffcc;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Antonietta Potente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Cochabamba&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffcc;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Le stalattiti sono appese al tetto. Le stalagmiti crescono dal suolo. Tutte sono fragili cristalli, nati dal sudore della roccia, nelle profondità delle grotte che l'acqua e il tempo scavarono nella montagna. Le stalattiti e le stalagmiti si cercano recíprocamente da moltti anni nell'oscurità, goccia dopo goccia, alcune scendendo altre salendo. Alcune tarderanno ancora milioni di anni prima di toccarsi. Non hanno fretta…&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;(Edoardo Galeano. Espejos. Buenos aires 2008) &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è facile fare una sintesi di ciò che è avvenuto in Bolivia in questi ultimi giorni.&lt;br /&gt;Ogni avvenimento attuale, infatti, porta con se una lunga storia, miscuglio tra quella ufficiale e quella inedita; individuale e collettiva. E forse, sono proprio le storie individuali, le uniche ad avere il diritto di parlare, di raccontare, di dire…probabilmente dire ciò che resta nascosto ad ogni osservatore esterno. Le storie delle persone, fuori d'ogni categoria sociologica o politica, forse sono le uniche eloquenti testimoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così, come avviene normalmente per ogni frammento di storia umana, lo stesso accade, ancora una volta, qui in Bolivia. Per questo i fatti non spiegano niente, o forse spiegano poco; le notizie raccolte qua e là, di parte o no, anch'esse sono semplicemente l'eco di una storia molto complessa, intrecciata dai fili della vita umana, i suoi desideri, le sue iniziative, resistenze, le sue lotte per poter essere semplicemente vita. In questa prospettiva, anche le stalattiti e le stalagmiti, sono storia e storia importante ….cristalli nati dal sudore delle roccia. Tensioni storiche diremmo noi, sforzi prodotti dal di dentro dell'essere di ogni creatura, di ogni elemento che fa parte della vita e quindi della storia umana. Il tempo è complice con la storia, così, come credo fermamente, è complice lo Spirito.&lt;br /&gt;Ma nè il tempo, nè lo Spirito, hanno fretta…i ritmi di questa tensione interiore verso qualcosa, sono lentissimi, mentre noi –come dice il Salmo- attonici e presi dal panico..se potessimo fuggiremmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a resistere dunque e, come scrive il profeta dell'Apocalisse, continuiamo a guardare... Ció che raccontiamo è visione, diretta o indiretta; non solo fatti, non solo episodi, ma visione. Tutto ha un significato, tutto ha una storia interiore, evidenziata solo da attimi, per alcuni fuggenti, per altri, invece, terribilmente lunghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa nostra storia è davvero un incastro di immagini, di colori e di ombre. La lentezza del tempo non sembra preocuparla, perchè si tratta della storia di un popolo forte, ribelle e degno. L'immediatezza delle notizie puó solo descrivere una parte di questa realtà, ma non riesce a dirla tutta, perchè le sue dinamiche sono molto sottili. E come sempre, anche quesa volta, ogni classificazione: governo di sinistra, opposizione di destra, manipolazione delle basi, poteri estraneí e interni, politica nazionale o internazionale...tutti questi attributi sono insufficienti per poter descrivere questa parte di storia latinoamericana. Eppure ci sono delle costanti che ritornano fedelmente facendo il buono e cattivo tempo, ma queste costanti non sopraffanno a ciò che chiameremmo le variabili proprie di questo contesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora sí, proviamo a dare qualche notizia. Premetto che molti di coloro che facciamo parte della comunità cristiana e della vita religiosa, non siamo solo intristiti dal momento sociopolìtico che vive il paese, ma dalla posizione che la chiesa ufficiale ha assunto in tutto questo ultimo periodo da quando è iniziato il processo di cambio. Una posizione molto ambigua, che coltiva segretamente privilegi, che fa analisi cieche in nome della pace sociale (status quo) e che la maggioranza del popolo vede come alleata di coloro che non appoggiano il processo di cambio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santa Cruz un nodo nevralgico Sta. Cruz é diventata l'emblema dell'opposizione, una opposizione che nel governo é certamente debole, e che doveva per forza trovare un altro spazio. Questo spazio é stato trovato nella geografia dell'Oriente boliviano, nella sua storia certamente meno autoctona e piú meticcia, nella ricchezza delle sue risorse naturali, nella sua tradizione politica che sempre l'ha resa la culla preferita del potere di destra. Il pretesto piú evidente: la autonomía, pensata piú come un federalismo che come una vera e propria autonomia. Il desiderio di non perdere il potere sulle risorse naturali e sulla mano d'opera che le fa fruttificare. E' questo che vuole Sta.Cruz, o meglio, pochi privilegiati di questo territorio. Sono loro che coltivano il sogno di una piccola repubblica dove possano avere una autonomia legislativa ed esecutiva con il madato di proteggere la grande proprietá privata Della terra dei terratenientes che sono quelli che stanno alla testa del movimiento cívico prefectural di Sta. Cruz.E' cosí che Sta. cRuz incomincia a trascinare dietro di sé altre provincie: Beni, Pando e Tarija... Geografie strategiche per rivendicare una supposta autonomia, visto che sono i territori dove si trovano le piú grandi riserve di gas naturale. In questo modo, si pensava vincere la debolezza dell'opposizione istituzionale del parlamento e di quella ancora piú debole della Assemblea Costituente, organismo da dove é uscita la nuova Costituizione Politica dello Stato, anche se ancora soggetta a una prossima votazione con un referendum nazionale. Questa parte "separatista" del paese, si è denominata "media luna". Riferendosi alla metá orientale del paese.Le altre province, La Paz, Chuquisaca, Potosí, Oruro e Cochabamba formano l'altra faccia della luna, anche se in questo momento in uno stato di eclisse, visto che Chuquisaca dall'anno scorso aveva intrapreso una política contraria a quella del governo. E' chiaro che, fino a questi ultimi fatti, il Presidente Evo Morales e il suo governo, si è visto obbligato a governare quasi in forma totalmente separata dai 4 prefetti dell'autonomia, recuperando spazio e autorità nella regione di Cochabamba dopo che il popolo squalificò il prefetto Manfred Reyes Villa, personaggio ambiguo que stava facendo lo stesso gioco sporco dei prefetti dell'autonomia.E' quindi facile capire che il processo di cambio iniziato 3 anni fa, si è rallentato e la strategia per farlo fermare potremmo dire che è quasi riuscita. Oltre a non voler perdere privilegi, i gruppi delle oligarchie regionali, non vogliono cambiare la Costituzione. Per cui, per loro, è importante che trascorrano i 5 anni, tra scontri, morti, stati di assedio e crisi economica, ma senza permettere che si approvi la nuova Costituzione. Infatti questo nuovo documento costituzionale, rafforzerebbe questo processo di cambio in tutta la sua legittimità e la logica democràtica, assumerebbe nuovi colori, certamente più latinoamericani e diremmo, boliviani. La società otterrebbe nuovi lineamenti e certamente meno classisti. Il riscatto della sapienza sociale delle comunità indigene, farebbe emergere una nuova autorità e anche una nuova gestione, sia delle risorse naturali che delle problematiche sociali e giuridiche. Ma ció che questa nuova costituzione non garantisce sono i privilegi esistenti per alcune categorie sociali che hanno sempre gestito la politica, la società e l'economia, anche quelli ecclesiastici. Intanto, anche i mezzi di comuicazione, direttamente o indirettamente, partecipano a questo processo che cerca di frenare il cambio, facendo una sottile campagna contro il governo e contro le organizzazioni di base. Bisogna ricordare che la politica del governo si articolo introno al recupero delle risorse naturali e, oggi come oggi, le forze contrarie a questo recupero usano le stesse risorse naturali come pretesto per dividere il popolo e la nazione. Molti analisti paragonano la situazione boliviana con quella della ex Yugoslavia, un vero e proprio processo di frazionamento violento, una nazione fatta a pezzettini. E' questo ciò che vuole l'opposizione e ció che vuole anche il governo degli Stati Uniti, visto che questo processo di cambio che ha aperto nuovi orizzonti in buona parte del continente, rende debole la strategia mondiale nordamericana. Non a caso, l'ex ambasciatore degli stati uniti, Philip Goldberg espulso dal paese, immediatamente dopo il tentativo di colpo di stato dell'opposizione, secondo il suo curriculum vitae, partecipò fin dall'inizio nella guerra civile yugoslava esplosa negli anni 90, fino alla caduta del presidente Serbio Slobodan Milosevic. Prima di essere destinato in Bolivia, Golderberg lavorò in Kosovo per la separazione degli Stati della Serbia e Montenegro. Una storia di guerra lontana rispetto alla Bolivia, ma in ogni modo una storia di sangue di una guerra civile gestita con progressive strategie di decentralizzazione e autonomia, che poi si sono imposte con l'intervento militare nordamericano accompagnato por truppe dell'ONU e OTAN. Non ci resta altro da affermare che: speriamo di no…Speriamo che questi tipi d'analisi non siano veri… speriamo sbagliarci, speriamo, speriamo…Ma intanto l'11 settembre, anche la data è significativa, è stato messo in atto un vero e proprio attacco armato, contro di ciò che fino ad ora è stato un processo di cambio democratico, nato con tutte quelle caratteristiche socio-politiche che ci facevano pensare che davvero stava nascendo qualcosa alternativo. L'attacco questa volta è stato veramente violento. Sono state prese d'assalto installazioni, istituzioni e imprese pubbliche nelle città e nelle provincie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono state assasinate persone, (nella provincia di Pando), direngti della base, contadini estrategicamente presi di sorpresa mentre si stavano spostando da un posto all'altro per riunirsi.In questi giorni il governo ha convocato le prefetture al dialogo...ieri e l'altro ieri, alcuni ministri e delegati del governo hanno aspettato tutto il giorno l'arrivo dei prefetti interessati...Niente; domani, domenica, si sarebbe dovuto firmare un accordo nazionale. Il governo ha già ceduto abbastanza su aspetti delle autonomie regionali, ma il fantasma della nuova costituzione è un fantasma troppo grande per chi ha mantenuto da secoli i suoi privilegi, per cui., questi signori faranno di tutto perchè l'ombra di questo fantasma non secenda sui quattro propietari più ricchi tra i ricchi e padroni di latifondi di più di 50 mila ettari di terreno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora si capisce perchè, vogliono l'autonomia e perchè alimentano violente rivolte regionali con il rischio di fratturare il paese solo per proteggere la grande proprietà di pochi signori feudali discendenti, oltre a tutto, d'europei, croati e turchi. (Cf. Viceministerio de Tierras Unidad de Promoción Indígena y Campesina. La Paz, 11 de septiembre de 2008. Boletín N. 67) Queste dunque, alcune notizie, ma: é retorico ricordare che ogni notizia è un punto di vista. Per cui anche queste notizie, certamente, sono un punto di vista. Resta in noi, quindi, la voglia di avere una capacità caledoscopica per poter capire meglio, per non ingannarci più. Resta in noi, in mezzo a tanta confusione, la voglia di provocare un movimento rotatorio per poter scoprire, distinguere e non ingannarci o sentirci ingannati. Si, perchè non vorremmo più muoverci solo per la forza; non vorremmo prendere parte alla storia solo manipolati dal pensiero di altri. E invece così succede, qui e altrove e per questo, sentiamo il bisogno di convertire la nostra visione in un gioco ottico che capovolge, che osserva girando le immagini e quindi pulisce il pensiero, l'ispirazione e il linguaggio oltre che la fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ULTIMISSIME:oggi c'è da aggiungere che il dialogo tra il Governo e gli oppositori è fallito. I prefetti di Santa Cruz, Tarija, Beni e Chuquisaca si rifiutarono firmare il documento proposto dal governo per rivedere alcuni aspetti della Nuova costituzione sulle autonomie e altri dettagli. Questa proposta è stata accettata dai 5 prefetti in linea con il governo ma non dagli altri. L'ostacolo era come previsto, la nuova costituzione che la "mezza luna" non accetta. Nonostante questo il governo cercherà di ottenere appoggio dal Congresso Nazionale per approvare la legge che convocherà al Referendum di approvazione della nuova Costituzione. Ma il problema più grave sono le basi, da ambo i lati: chi appoggia il governo è disposto a tutto pur di portare avanti questo processo e lo stesso chi non accetta questa nuova politica. Chi resta dunque ancora una volta allo sbando è il popolo. Ma ciò che si proponevano i prefetti…è riuscito: dividere in due il paese. Intanto si preparano marche di protesta esigendo che il presidente porti avanti il suo programma…dall'altra parte…vedremo… Sintomatico: il prefetto di Sta. Cruz, al concludere il dialogo, non voleva nemmeno dare la mano al Presidente. Meno male che è un devoto cristiano.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-1423527771701552241?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/1423527771701552241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=1423527771701552241' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1423527771701552241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/1423527771701552241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2008/10/qualcosa-di-pi-di-semplici-notizie.html' title=''/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SS3K-6wG4XI/AAAAAAAAAGM/hDm_c2NOV2g/s72-c/stalattite.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-6097406454633532176</id><published>2008-10-04T12:01:00.000-07:00</published><updated>2008-11-27T23:56:01.151-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SOe93OX_kZI/AAAAAAAAAEw/Q_XEgXOtB24/s1600-h/Copertina_libro_Antonietta_Potente2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253376246800159122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SOe93OX_kZI/AAAAAAAAAEw/Q_XEgXOtB24/s400/Copertina_libro_Antonietta_Potente2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffcc99;"&gt;Chi leggerà questo libro, sottolineerà il testo, lo scarabocchierà, lo disegnerà con le sue proprie intuizioni e lo arricchirà, gli darà altri significati, con la sua propria ermeneuticae e lo immedesimerà nella sua propria etica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffcc99;"&gt;Queste pagine dunque, sono di tutte e tutti e si muovono cooperate, sospinte dal contributo della vita,cospirate dalle presenze e assenze; evidenza pratica ma anche segreto soggiacente nel tempo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;color:#ffcc99;"&gt;Antonietta Potente&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://www.unilibro.it/"&gt;http://www.unilibro.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-6097406454633532176?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/6097406454633532176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=6097406454633532176' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/6097406454633532176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/6097406454633532176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2008/10/chi-legger-questo-libro-sottolineer-il.html' title=''/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SOe93OX_kZI/AAAAAAAAAEw/Q_XEgXOtB24/s72-c/Copertina_libro_Antonietta_Potente2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-7944715069706823222</id><published>2008-06-30T13:29:00.000-07:00</published><updated>2008-11-26T14:34:34.507-08:00</updated><title type='text'>Antonietta Potente dialoga con Giovanna Melandri</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Antonietta Potente dialoga con Giovanna Melandri &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Appuntamento giovedì 3 luglio alle ore 17:30 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;presso la &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.biblioangelica.it/"&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Biblioteca Angelica di Roma&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt; per la presentazione del libro "Qualcuno continua a gridare. Per una mistica politica" "&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#9999ff;"&gt;Qualcuno continua a gridare. Per una mistica politica" è il titolo dell'ultimo libro di Antonietta Potente, teologa italiana da anni residente in Bolivia e promotrice culturale della Onlus ANT.ER.LUX, nuovo soggetto italiano nel panorama della cooperazione internazionale. Il libro sarà presentato giovedì 3 luglio alle ore 17:30 presso la &lt;a href="http://www.biblioangelica.it/"&gt;Biblioteca Angelica di Roma &lt;/a&gt;(Piazza Sant'Agostino, 8). Antonietta Potente sarà presentata dall'Onorevole Giovanna Melandri, ex Ministro per le Politiche giovanili e le Attività Sportive e attuale ministro-ombra delle Comunicazioni del PD. L'opera di Antonietta Potente si sviluppa a partire da una ricerca ermeneutica intorno alla teologia, come arte etica nella storia, oltre che da un ripensamento della vita religiosa alla luce di una spiritualità ancorata al presente che unisce mistica e politica. La sua riflessione lucida e concreta la pone tra le teologhe più fertili e creative del panorama italiano e sudamericano. Il suo ultimo libro si legge tutto d'un fiato ed è pubblicato da edizioni la meridiana, realtà attivamente impegnata sui temi delle culture formative e sulla spiritualità. Un libro "gridato a bassa voce", con la delicatezza e la determinazione di una donna che intende la "mistica politica" come "una chiave di lettura per interpretare la postmodernità". «La mia teologia – afferma la scrittrice – è una scienza solidale e complice con i narratori e le narratrici di racconti. Tutte e tutti siamo sfidati da questo: ci sono coloro che fanno teologia ufficialmente e coloro che semplicemente raccontano, vivono, respirano, stando "dentro". Tutti i soggetti della teologia debbono uscire da ogni schema prestabilito e seguire la vita non solo con il gusto di "servire", ma anche di "toccare": questo è il gesto mistico-politico della vita. Da questa dimensione non può restare esclusa la Politica come gesto per servire la quotidianità della vita». &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-7944715069706823222?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/7944715069706823222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=7944715069706823222' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/7944715069706823222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/7944715069706823222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2008/06/antonietta-potente-dialoga-con-giovanna.html' title='Antonietta Potente dialoga con Giovanna Melandri'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-6875087364509755729</id><published>2008-06-25T02:57:00.000-07:00</published><updated>2008-06-25T03:45:54.888-07:00</updated><title type='text'>Associazione, interculturalità, storia...riflessioni di presentazione</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;...In questi tipi di eventi ogni parola può assumere un tono un po’ retorico; puro discorso che forse può sembrare anche demagogico.Ma per noi che questa sera ci presentiamo ufficialmente come associazione, questo evento non è per niente scontato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uso precisamente il noi:  &lt;em&gt;plurale maiestatico&lt;/em&gt;  perché questo evento è nostro, è plurale, è di chi in un modo o nell’altro è parte di questa complicità. Vorremmo che questo spazio condiviso si allargasse e il noi diventasse espressione di  personalità profondamente solidali con la vita. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;Dietro a ciascuno di noi c’è una storia e ogni volta che la storia di ciascuno si incontra con quella di altri e in qualche modo si lega a quella di altri, diventa pubblica, edita, entra nel circolo di una vera e propria responsabilità politica, cittadina e culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine associazione, in fin dei conti, rivela questo; capacità di far sì che le nostre storie diventino davvero responsabilmente pubbliche, politiche, entrando in dialogo con le storie di altri, altre. Forse alla nostra associazione, proprio per essere stata pensata da persone che vivono in realtà differenti, era quasi impossibile non attribuirle anche questo specifico: Associazione Interculturale. Perché da subito si sono dovuti intrecciare i fili di mondi completamente diversi, di situazioni storiche e vocazionali differenti, perché il dialogo ci ha portato subito su scenari geografici  diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, momento in cui la diversità culturale è sotto processo. Oggi, proprio in Europa,  dove le culture non appartengono solo all’immaginario dei racconti o dei documentari, ma sono realtà molto vicine, hanno dei volti concreti e si approssimano al nostro continente con problematiche esistenziali e sociopolitiche reali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;Oggi, dunque, parlare di interculturalità potrebbe sembrare una sfida troppo grossa per tutti noi, una inutile pretesa, visto che questa problematica non la riescono a  gestire nemmeno i governi e le politiche ufficiali, per cui potrebbe sembrare impossibile e troppo azzardato da parte nostra, parlare di interculturalità.&lt;br /&gt;Oggi che, mentre, si dichiara il 2008 come anno Europeo del dialogo interculturale, contemporaneamente si riceve  notizia dalla Plenaria del Parlamento Europeo, nel suo primo atto legislativo che riguarda l’ approvazione di una direttiva, per niente innocua, sull’immigrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure è proprio oggi che noi vorremmo spingerci più in là per pensare in un altro modo, non solo opinando sui provvedimenti, ma provando a dire qualcosa e a muoverci in un certo modo in questa parte di storia che, ci piaccia o no, è diversa, molteplice, plurale. Vorrei ricordare a tutti noi che una associazione interculturale non sottovaluta la complessità dei processi storici di convivenza tra popoli e culture, ma anzi, proprio perché assume questa complessità prova a pensare alla diversità e a darle spazio, per favorire questo incontro e gestire questa problematica. Dietro ad ogni diversità ci sono soggetti  con problematiche concrete, storie di sopravvivenza. Ci sono sogni, desideri, miti, ma anche diritti, ricerche della propria dignità, ricerche delle proprie identità e responsabilità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;E' per questo che noi vogliamo provarci, vogliamo dare il nostro contributo, senza scappare dalla realtà, falsificarla o semplicemente coprirla sotto il velo di atteggiamenti filantropici. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;Noi vogliamo parlare delle possibilità che la storia ha, proprio partendo dalle sue diversità, proprio partendo dai suoi diritti, ma anche dalle sue risorse, quelle umane e quelle generosissime dell’ecosistema. E’ per questo che ci teniamo all’interculturalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cultura, questa antica parola che viene dal latino, (dal verbo “còlere”) da un verbo che di per sé significa &lt;em&gt;coltivare, attendere con cura, prendersi cura&lt;/em&gt; e che attraversa la differente gamma dei gesti umani: prendersi cura delle persone, di sé, della natura, delle cose (economia). Coltivare un pensiero, una educazione, cioè modi di stare in questa storia. Ma è ovvio sapere che ci sono molti stili, modi di coltivare, di prendersi cura e per questo entra questo dettaglio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;E’ uno scambio, c’è un &lt;em&gt;inter…&lt;/em&gt;qualcosa che funge da legame, c’è uno scambio&lt;em&gt;…tra…intra…fra&lt;/em&gt;, cioè tutto il senso di un dinamismo: provare a incontrare, a comprendere, conoscere, vedere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’interculturalità come metodologia di crescita tra contributi differenti, modelli differenti, nei complessi processi di crescita di noi individui e  società. E’ una proposta contro ogni individualismo e anche contro ogni conformismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso la associazione diventa uno spazio alternativo, non sostitutivo delle istituzioni, ma propositivo, capace di individuare nuovi soggetti oltre a nuove problematiche e capace di dialogare politicamente con le istituzioni, capace di suggerire e di applicare e provare strutture differenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è un gesto profondamente storico, cioè di chi vede i fatti, di chi osserva e diventa testimone delle cose che accadono.&lt;br /&gt;Penso che oggi come oggi dobbiamo essere tutti un po’ storici, per uscire fuori dai nostri anonimati, per non lasciare che la storia sia in mano a poche persone e sempre le stesse, con le solite dinamiche di gestione, di pensiero, di azione. Ma lo storico, come dicono alcune etnie del Messico appare come un soggetto fatto di tante personcine… perché lo storico non è cultore del passato, ma del presente che a sua volta è fatto anche di passato. Essere storico dunque, è essere attenti, capaci di solidarizzare con il presente, di prendere iniziativa sul presente per non lamentarci sempre e per sentire che siamo ancora vivi e che la storia ha ancora molte cose da dire, ha ancora molte risorse, molte possibilità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff99;"&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;Noi dunque, oggi, molto semplicemente, vogliamo renderci disponibili a questa storia, rompere o abbandonare tutti quegli atteggiamenti che fanno la vita pesante per molte donne e uomini e per la stessa biodiversità, ricordandoci anche che esistono diversi punti di vista e ogni punto di vista è prezioso e va raccolto...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-6875087364509755729?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/6875087364509755729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=6875087364509755729' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/6875087364509755729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/6875087364509755729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2008/06/associazione-interculturalit.html' title='Associazione, interculturalità, storia...riflessioni di presentazione'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-587922396747285659</id><published>2008-06-10T03:07:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T16:55:08.881-08:00</updated><title type='text'>ANT.ER.LUX  SI PRESENTA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SFKKpofGyZI/AAAAAAAAAEo/puN24lJCS_E/s1600-h/potente.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211380166668241298" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SFKKpofGyZI/AAAAAAAAAEo/puN24lJCS_E/s320/potente.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SE5cJqOaZzI/AAAAAAAAAEg/vgTRKx96IPE/s1600-h/ANTERLUX_LOGO+copia.jpg"&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5210203139937560370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 149px; CURSOR: hand; HEIGHT: 142px; TEXT-ALIGN: center" height="241" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SE5cJqOaZzI/AAAAAAAAAEg/vgTRKx96IPE/s320/ANTERLUX_LOGO+copia.jpg" width="205" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt; VENERDI' 20 giugno 2008 alle ore 21.30 Presso la libreria &lt;a href="http://edisonarezzo.it/"&gt;EDISON&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Ant.er.lux presenta "qualcuno continua a gridare. per una mistica politica" di Antonietta Potente&lt;br /&gt;20 Giugno 2008 alle ore 21:30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La onlus ANT.ER.LUX, nuovo soggetto aretino nel panorama della cooperazione internazionale, presenterà il libro "Qualcuno Continua a Gridare. Per una Mistica Politica" di Antonietta Potente, la teologa domenicana nata in Liguria nel 1958, che da più di dieci anni ha trovato in Bolivia il perfetto equilibrio tra vita e passione.Si legge tutto d’un fiato questo libro, pubblicato da Edizioni &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Un libro “gridato a bassa voce”, con la delicatezza e la determinazione di una donna che intende la “mistica politica” come “una chiave di lettura per interpretare la postmodernità”.«Ciò che accompagna armoniosamente queste riflessioni è la mistica – spiega Antonietta Potente nella prefazione del volume –, qualcosa che la Chiesa si è sforzata di tenere lontano dalla quotidianità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;La mistica è una trama segreta che vogliamo tornare a scoprire per sentire il calore della vita. Sono i sensi che si risvegliano provocati dalla vita, è l’alba dei sensi…quando tutto resta assolutamente in silenzio».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Il pensiero di Antonietta Potente cerca e si mette in sintonia con la ricerca dei protagonisti e delle protagoniste del racconto e poggia su una puntuale disamina della riflessione ecologica e di genere.«La mia teologia – continua la scrittrice – è una scienza solidale e complice con i narratori e le narratrici di racconti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Tutte e tutti siamo sfidati da questo: ci sono coloro che fanno teologia ufficialmente e coloro che semplicemente raccontano o semplicemente vivono, respirano, stando “dentro” e nulla più. Tutti i soggetti della teologia debbono uscire da ogni schema prestabilito e seguire la vita con i suoi delicati movimenti, stare dentro di lei... non solo con il gusto di “servire”, ma anche di “toccare”: questo è il gesto mistico-politico della vita».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;L’opera di Antonietta Potente si sviluppa a partire da una ricerca ermeneutica intorno alla teologia, come arte etica�nella storia, oltre che da un ripensamento della vita religiosa alla luce di una spiritualità ancorata al presente che unisce mistica e politica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;La sua riflessione lucida e concreta la pone tra le teologhe più fertili e creative del panorama italiano e sudamericano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Interverranno: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Ersilia Ferrini, Presidente di ANT.ER.LUX.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Antonietta Potente, scrittrice e teologa, da anni impegnata nella cooperazione con la Bolivia e promotrice culturale di ANT.ER.LUX. Darìa Tacachiri Villca, giovane infermiera boliviana, impegnata nella formazione di una comunità di cinquecento donne a Cochabamba, in Bolivia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Carlo Simonetti, direttore della cooperativa Wipala.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Alessandro Ciorba, medico veterinario e docente universitario presso l’Università degli Studi di Perugia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;In questa occasione saranno presentati i prodotti della linea “gli amici equosolidali”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ffff;"&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;La serata si concluderà con una degustazione di tè di Mate boliviano e biscotti toscani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-587922396747285659?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/587922396747285659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=587922396747285659' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/587922396747285659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/587922396747285659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2008/06/anterlux-si-presenta.html' title='ANT.ER.LUX  SI PRESENTA'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SFKKpofGyZI/AAAAAAAAAEo/puN24lJCS_E/s72-c/potente.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-4293815980759634882</id><published>2008-05-14T14:49:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T16:55:09.192-08:00</updated><title type='text'>Un palcoscenico sull'acqua</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;“H2ORO - L’acqua, un&lt;br /&gt;diritto dell’umanità”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.itineraria.it/vigile/index.php"&gt;Uno spettacolo racconta i problemi legati allo sfruttamento dell'acqua&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.itineraria.it/vigile/index.php"&gt;http://www.itineraria.it/vigile/index.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;“H2Oro – l’acqua, un diritto dell’umanità” è una produzione dell’Associazione Culturale e Teatrale&lt;br /&gt;ITINERARIA in forma di teatro-documento. Essa si pone in quel filone di testimonianze civili, portate attraverso&lt;br /&gt;il teatro, che questa Associazione propone – da una decina di anni – ai suoi soci e a un pubblico,&lt;br /&gt;indistintamente, di cittadini, studenti, frequentatori di biblioteche e organizzazioni di volontariato. Fabrizio&lt;br /&gt;De Giovanni è, con Lorella De Luca, interprete dello spettacolo che si è – per così dire – “cucito&lt;br /&gt;addosso” affinché le sconvolgenti verità di cui si fa portavoce acquistino (ancorché ampiamente ed autorevolmente&lt;br /&gt;documentate) un’ulteriore credibilità anche in versione scenica.................................&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.itineraria.it/vigile/index.php"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;..... Premiato con targa d’argento dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.......&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200354073318284466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SCteeh5kXLI/AAAAAAAAAEY/TqKkwucH80Q/s320/h2o.jpg" border="0" /&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Riporta l'intervista di Antonietta Potente da Cochabamba Bolivia, raccolta dalla giornalista Giuliana Sgrena pubblicata sul manifesto ....&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-4293815980759634882?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/4293815980759634882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=4293815980759634882' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/4293815980759634882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/4293815980759634882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2008/05/blog-post_14.html' title='Un palcoscenico sull&apos;acqua'/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SCteeh5kXLI/AAAAAAAAAEY/TqKkwucH80Q/s72-c/h2o.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-5218390583755091706</id><published>2008-05-01T06:08:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T16:55:09.882-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SBnBZHYjOxI/AAAAAAAAABw/tgpis0iuy4w/s1600-h/anto+nera.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195396282371488530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SBnBZHYjOxI/AAAAAAAAABw/tgpis0iuy4w/s320/anto+nera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.itineraria.it/vigile/index.php"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-5218390583755091706?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/5218390583755091706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=5218390583755091706' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/5218390583755091706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/5218390583755091706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2008/05/blog-post_584.html' title=''/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SBnBZHYjOxI/AAAAAAAAABw/tgpis0iuy4w/s72-c/anto+nera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6508252142559829105.post-6199740616323698237</id><published>2008-05-01T05:15:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T16:55:10.196-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SBnDV3YjOzI/AAAAAAAAACA/jQVJJVU1nWw/s1600-h/Immagine1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195398425560169266" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SBnDV3YjOzI/AAAAAAAAACA/jQVJJVU1nWw/s320/Immagine1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SBnCgXYjOyI/AAAAAAAAAB4/j09K619kZiQ/s1600-h/anto+nera.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6508252142559829105-6199740616323698237?l=antoniettapotenteblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/feeds/6199740616323698237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6508252142559829105&amp;postID=6199740616323698237' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/6199740616323698237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6508252142559829105/posts/default/6199740616323698237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://antoniettapotenteblog.blogspot.com/2008/05/blog-post_01.html' title=''/><author><name>Antonietta Potente</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04795185428156548137</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Ah9gxTf1LrM/SBnDV3YjOzI/AAAAAAAAACA/jQVJJVU1nWw/s72-c/Immagine1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
