venerdì 7 marzo 2014

ALCUNI APPUNTA - MENTI


 
IMMAGINE E FOTOGRAFIA
con Antonietta Potente (Teologa), Simone Stanislai (Photographer), Luca Mauceri (Attore)

Metodi e intuizioni sul modo di vedere la realtà. È ancora possibile vedere? Riflettere e mettere in pratica il nostro modo di guardare. La realtà, è proprio quella che ci raggiunge attraverso le immagini? E in oltre: quanto le innumerevoli immagini, ci aiutano davvero a diventare persone coscienti e responsabili verso ciò che accade o verso ciò che potremmo ancora far ancora accadere?

21-22-23 marzo 2014

Il corso di formazione promosso dall’Associazione interculturale ANTERLUX e dalla Comunità di San Pancrazio Loc. San Pancrazio, 57 - 52018 Castel San Niccolò (AR) mail: san.pancrazio@alice.it

Per prenotarsi:  Tel:0575 555063

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I CAMMINI DELLO SPIRITO NELLE RELIGIONI :
 CONTRIBUTI PER VIVERE IL TEMPO PRESENTE

Rivisitare la politica, rivisitare l’economia e i suoi addentellati e insieme, il desiderio di rielaborazione degli humus esistenziali più segreti di ciascuno. Sembra essere questa l’esigenza di tante donne e uomini oggi. Ricerca di un contributo per portare avanti la vita scoprendo nuove coordinate, equilibri individuali e sociali differenti. In questa prospettiva, è importante rivisitare anche il senso più profondo di quei patrimoni spirituali che, volenti o nolenti, già esistono e hanno segnato per lunghi secoli il corso della storia dei popoli e delle loro costruzioni culturali ed esistenziali. Rivisitazione, riscatto e liberazione di quelle antiche esperienze, nate dallo spirito e dalla creatività umana, ma troppe volte coperte da paradigmi culturali di genere, strategie di potere e interessi economici.  

Corso di formazione promosso da:

ASPASIA – Associazione per la consulenza filosofica di trasformazione in collaborazione con il Circolo della Rosa di Verona – -tutti i mercoledì dal 5 marzo al 23 aprile

INFORMAZIONI al 320 8672881 , 349 5205379 

 

lunedì 3 marzo 2014

ANCORA RUMORI DI GUERRA

Il quotidiano, questo termine che si identificava con gli spazi privati, con la vita di singoli individui, nelle mura domestiche o negli ambiti del "proprio" lavoro. Ma oggi è urgente far diventare il quotidiano, anche un tempo e uno spazio pubblico. Perché quotidiane sono le  ingiustizie degli affari mal gestiti (le banche); dei poteri simbolici di classi frustrate, diventati reali (le mafie); quotidiane sono le menzogne e quotidiani sono i giochi di mercato diventati guerre, quasi sempre sui suoli degli altri e con i corpi degli altri (vedi guerre e guerriglie in Africa o la violenza sul corpo delle donne). O forse sarà proprio perché il quotidiano continuiamo a tenerlo lontano dal pubblico e viceversa. Forse sarà per questa cronica schizofrenia, di una storia frantumata tra un vivere pubblico e un altro vivere privato, come se l'uno potesse supplire, o meglio, coprire l'altro. Come se le guerre dunque non fossero logiche coltivate nel vivere quotidiano, nelle scelte dove l'ego prende tutto per s'è e diviene il "centro". Un giorno gli Stati Uniti, un altro i paesi della vecchia Europa Colonialista; un altro ancora la Russia, ecc. ecc. Ancora rumori di guerra coltivati in ogni spazio, anche in quello quotidiano.

giovedì 27 febbraio 2014

E' ANCORA POSSIBILE

Alcuni giorni fa ho ascoltato una bellissima intervista del fisico teorico, Carlo Rovelli, nella trasmissione "Pane Quotidiano", condotta da Concita de Gregorio. Tra tante cose interessanti, a un certo punto, Rovelli ha detto che la scienza è un "luogo dove le cose possono ancora accadere". Questa sintesi, mi è sembrata particolarmente suggerente e, risalendo le coordinate della disciplina che orami da anni cerco di seguire -la teologia- mi piacerebbe dire la stessa cosa. Ma non solo, direi anche che, dato che ciò che chiamiamo scienza con tutti i suoi più profondi e diversi interstizi, riguarda la vita, allora è appunto nella vita che "le cose possono ancora accadere". Questo non è un dato, ma una bellissima re-evoluzione.  

lunedì 17 febbraio 2014

LA CITTA' PRESTATA


 
Oggi, davanti a questo quadro politico e sociale, senza grazia e bellezza, mi torna alla memoria una frase di Caterina da Siena, scritta, a suo tempo, ai signori gestori della città di Siena: “la città è prestata”. Questo è tutto: per oggi.